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«Cristiano amava l’avventura». L'amico era sceso dal muletto per paura

Parla la nonna del 13enne veneziano che domenica è stato travolto dal muletto che stava manovrando alla Boscolo Bielo. L'amico ha raccontato di essere sceso perché si sentiva in pericolo

«Un po’ di tempo fa mi aveva detto che avrebbe voluto praticare il parkour. Gli avevo risposto “Ma sei matto? Vuoi sempre fare cose pericolose”. Cristiano era un ragazzo che amava l’avventura ma non il pericolo». A parlare è la nonna è del 13enne che domenica pomeriggio è rimasto vittima di un incidente al cantiere della Boscolo Bielo di Venezia. Una bravata finita in tragedia. «La madre gli aveva detto di raggiungere casa della nonna paterna a Santa Marta mentre il suo amico sarebbe dovuto andare dalla mamma a Sant’Alvise. Prima, però, sono andati al cantiere – aggiunge la nonna di Cristiano -. La madre ha scoperto ciò che era successo dalla stampa e ha detto "Spero non sia mio figlio"». Così ha provato a chiamarlo, ma Cristiano non rispondeva. Poco più tardi la polizia municipale l’ha informata di quello che era accaduto. 

Le chiavi attaccate al muletto e l'inchiesta

«Non ci credo ancora che sia morto. Cristiano era un amore – ricorda ancora la nonna -. Era bellissimo e molto intelligente». Il giovane andava a scuola al Lido di Venezia e avrebbe voluto fare il veterinario perché gli piacevano gli animali. I cani, in particolare. Amava i motori e aveva giocato a calcio e a basket. Da qualche tempo si era avvicinato al parkour. «Cristiano probabilmente voleva far vedere al suo amichetto che manovrava il muletto», dice la nonna. L'amico, un anno più grande, ha raccontato agli investigatori che sarebbe sceso dal mezzo perché aveva paura. Poco dopo, il muletto si è ribaltato. Sembra che i due abbiano trovato le chiavi già attaccate al mezzo. Questo, però, lo confermeranno solo le indagini della procura di Venezia, che ha aperto un’inchiesta sull’incidente. Il pm Andrea Petroni non ha disposto l’autopsia, perciò nei prossimi giorni sarà fissata la data del funerale.

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