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Cronaca

La Capitaneria di porto recepisce il decreto "anti-inchini", ma cambia poco

Il comandante Tiberio Piattelli stamattina ha annunciato le nuove norme contenute in un'ordinanza ad hoc: aumentano distanze e misure di sicurezza, ma niente cambiamenti epocali

Sono state illustrate stamattina, a margine del Comitato portuale di Venezia, dall’ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante della Capitaneria di porto della città lagunare, le misure contenute nella nuova ordinanza con cui sono state recepite le indicazioni del decreto interministeriale "Anti-inchini".

 

La nuova norma prevede che le navi in arrivo dal canale Malamocco-Marghera "qualora navighino nello stesso senso devono mantenersi a distanza non inferiore alle 0,7 miglia dalla poppa dalla nave che la precede", rispetto alle 0,53 miglia della normativa precedente, con distanza "elevata a 1 miglia tra le navi passeggeri di stazza superiore a 40mila tonnellate".

Identica distanza è prevista per le navi che navighino nel canale San Marco-Giudecca, con distanza "elevata a 2 miglia tra la navi passeggeri di stazza superiore a 40mila tonnellate". Per la mitigazione dei rischi, l'articolo 3 prevede che "nel canale di San Marco e nel Canale della Giudecca le navi di stazza lorda superiore a 40mila tonnellate sono obbligate a operare con l'assistenza di almeno due rimorchiatori 'con cavo voltato'" (la norma precedente prevedeva tale obbligo per le navi di lunghezza uguale o superiore a 250 metri nel tratto compreso tra Riva Sette Martiri del canale Lido-Marittima).

E' inoltre previsto l'obbligo dell'impiego del secondo pilota per le navi superiori a 40mila tonnellate (in precedenza 50mila), con il divieto all'ormeggio in Riva Sette Martiri per le navi di stazza superiore a 40mila tonnellate. (Ansa)

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