Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Actv sui premi ai dirigenti: "Semplice politica retributiva, nessuno sperpero"

L'azienda per il trasporto interviene nella polemica, spiegando come le quote elargite dipendano dalla composizione degli stipendi, fatta da una parte fissa e una variabile incentivante

Non si è fatta attendere la risposta ufficiale dalle file dell’Actv, in seguito alle polemiche suscitate dalla notizia relativa all’elargizione di premi di produzione ai dirigenti e dipendenti dell’azienda e alla decisione dell’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo di annullare tali premi, ma a partire dal prossimo anno.

È del tutto inappropriato - si legge in una nota ufficiale di Actv - parlare di “premi” con riferimento a dirigenti e quadri: “non c’è nessun premio, bensì semplicemente una composizione della retribuzione derivante dall’insieme di una parte fissa e una variabile. Premio sarebbe qualcosa che andasse ad aggiungersi alla ‘normale’ retribuzione”.

Le quote distribuite sarebbero allora il semplice risultato del rispetto di quanto previsto dai rispettivi contratti nazionali di categoria. In particolare - si afferma ancora - il valore medio delle retribuzioni del nucleo dirigente Actv “è perfettamente nella media retributiva nazionale, pur essendo per dimensioni e fatturato la quinta azienda del Paese”.

Il contratto dei dirigenti, sia delle aziende pubbliche che degli stessi enti locali, prevede, già dalla metà degli anni Novanta, “la determinazione di una indennità complessiva suddivisa in una parte fissa, normalmente intorno al 75% del valore complessivo, ed una componente variabile e non garantita ‘incentivante’, legata cioè al raggiungimento di obiettivi che vengono fissati all’inizio dell’anno”, al fine -  si sottolinea – “di stimolare la capacità innovativa e creativa del personale interessato”.

Vengono cioè ogni anno attribuiti alle direzioni e alle persone interessate compiti e progetti “di particolare rilievo e di interesse strategico per l’azienda”, il cui raggiungimento “è di fondamentale importanza” per il “mantenimento ed il miglioramento delle performance aziendali”. Ci si è di conseguenza spinti – si legge ancora – “a negoziare direttamente con gli interessati quote significative della retribuzione globale come retribuzione variabile”. Ciò rappresenta “una  salvaguardia nei confronti del datore di lavoro:  permette infatti, a fronte del malaugurato mancato raggiungimento di determinati obiettivi aziendali, di non erogare, ovvero decurtare, la parte di retribuzione corrispondente”.

La conseguenza sarebbe, allora, che, quanto più ampia è tale componente variabile, “tanto più alto è il margine di rischio che si assume il dipendente: ciò è d’altra parte connaturato con la natura stessa della figura dirigenziale”. Per la popolazione dei quadri, essa si colloca  tra il 15% e il 20% circa della retribuzione lorda fissa.

Gli interessati, nel dettaglio - si riporta nel comunicato - sono 39 quadri e 11 dirigenti. La cifra a loro erogata ammonta a 335.000 euro circa complessivi. Gli importi “sono regolarmente stanziati a budget e, fatto di primaria importanza, l’erogazione degli stessi è in ogni caso vincolata all’equilibrio del bilancio aziendale al netto dell’erogazione medesima: avviene infatti solo dopo la chiusura del medesimo che, per l'esercizio 2011, è stato pari a +267.000 euro”.

Nessuno sperpero di denaro pubblico, dunque, ma “semplice e corretta amministrazione dell’azienda”. Le difficoltà di bilancio che Actv ha incontrato nel corso del 2011 sono dovute - si accusa poi - “esclusivamente alla pesante riduzione dei trasferimenti da parte della regione Veneto (8,5 milioni su 15 complessivi di riduzione dei contributi regionali)”.

Il solo premio che Actv ha corrisposto nel corso del 2011 - si precisa ancora - “è quello legato al cosiddetto premio di risultato, che viene erogato nei confronti di tutto il personale non dirigente e quadri in rapporto ai risparmi di gestione che la loro disponibilità ha consentito di realizzare nel corso dell’esercizio passato”.

È infatti anche grazie al positivo e costante rapporto con le OO.SS aziendali e con tutto il personale dipendente che - sostiene poi Actv - “è stato possibile mitigare gli effetti negativi dei tagli regionali, bloccando rigorosamente il turn over e chiedendo di annullare quasi completamente il ricorso allo straordinario sia occasionale che programmato”.

Un’ultima precisazione viene fatta con riferimento all’esercizio 2012: “a fronte dei pesantissimi ulteriori tagli programmati dalla Regione” - si legge infine - “l’azienda ha avviato una rigorosa revisione del budget inizialmente approvato al fine di contenere nella misura massima possibile le spese di gestione, fatta eccezione per le parti che esulano dalla possibilità di governo da parte dell’azienda (es. carburanti, assicurazioni, ammortamenti, IVA indetraibile,  ecc.)”.
 

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