Venezia sommersa dai turisti, Zaia rilancia il numero chiuso. Ma per i gondolieri è "no"

Il governatore torna sul problema del sovraffollamento in laguna e della regolamentazione dei flussi. Per Reato, presidente dei bancali, meglio pensare a una tassa di 1 euro

"Io credo al numero chiuso. Venezia non può sopportare più di un certo numero di visitatori al giorno, quindi i flussi vanno rigorosamente regolamentati nei due unici punti di accesso a Venezia: piazzale Roma e la stazione ferroviaria": è il punto di vista del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che torna sulla questione del turismo in laguna intervenendo sul Corriere della Sera. Il governatore si dice invece contrario al versamento di una somma per ingresso e visita, perché "Venezia deve restare alla portata di tutti".

Quello della regolamentazione dei flussi turistici è uno dei problemi più sentiti nel capoluogo. "Schiacchiata" da decine di milioni di visitatori ogni anno, la città vive ormai di un'economia che dedica poca attenzione ai residenti e rischia di perdere completamente il suo tessuto economico e sociale originario. E visto che i numeri aumentano anno dopo anno, le istituzioni e le categorie cercano soluzioni. Zaia aggiunge comunque di essere "convinto che un obolo (anche simbolico) ogni italiano lo debba mettere in conto, come contributo e segno di rispetto per una città universale; ma non concordo sul fatto che la visita diventi accessibile per reddito". Per gli albergatori, rappresentati dal presidente dell'Ava Claudio Scarpa, "Venezia deve organizzare il turismo dividendo i flussi: chi vive, lavora, studia e dorme a Venezia ha diritto di arrivare fino a piazzale Roma, diversamente i turisti pendolari vanno fermati sulla gronda lagunare".

Diversa la posizione dei gondolieri, decisamente contrari all'ipotesi di un tetto alle visite: "Non vorrei che si dovesse arrivare per assurdo al fatto che l'Unione Europea ci dà i giorni ora per visitare Parigi, ora Barcellona, ora Venezia - commenta Aldo Reato, presidente dei bancali, l'associazione dei gondolieri - L'idea non porta da nessuna parte. La questione è che la città lagunare, come tutte le città d'arte, deve sapersi organizzare per ricevere l'ospite". Le istituzioni invece, secondo Scarpa, dovrebbero dedicarsi al miglioramento dei servizi e dei mezzi di trasporto, pensando a punti d'accesso diversi dai soli piazzale Roma e stazione ferroviaria. Per Reato "la città deve essere usufruibile da tutti, dallo studente che gira il mondo in economia e alla persona con ampie disponibilità economiche. La soluzione non è il numero chiuso. Sono certo invece che se si chiedesse un euro in più per realizzare maggiori servizi nessuno si tirerebbe indietro".

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