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La "Crocifissione" di Jacopo Tintoretto

La "Crocifissione" di Jacopo Tintoretto

Una luce nuova splende sui quadri di Jacopo Tintoretto a San Rocco

Dettagli nascosti e senso di provondità amplificati grazie alla nuova "illuminazione dinamica" che è stata installata nei supporti già esistenti dei capolavori

I capolavori del Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco ora si guardano con occhi nuovi, anzi, con una luce nuova. Una "Luce dinamica" che farà risplendere le opere del maestro. La presentazione della nuova illuminazione è avvenuta venerdì proprio dove 450 anni fa l'artista donò alla confraternita la sua prima opera, l'ovato di "San Rocco in gloria" e dove, solo due anni più tardi completò la "Crocifissione".

La luce svela nuove prospettive e particolari che sfuggono all'occhio del visitatore, restituendo ai teleri della passione di Cristo della Sala dell'Albergo colori, plasticità, forza, profondità. Le nuove sorgenti di luminose sono state inserite, senza alterare la loro struttura, all'interno dei preesistenti paraboloidi ideati da Mariano Fortuny nel 1937, anno in cui la luce elettrica entrò per la prima volta nella Scuola dopo secoli di buio.

Quello sulla "Luce dinamica" è il primo intervento nato dalla liaison tra la Scuola di San Rocco e Jaeger-LeCoultre. L'ideazione e la progettazione del nuovo sistema è dello Studio Pasetti Lighting diretto dall'architetto Alberto Pasetti Bombardella che già nel 2011 ha curato la nuova illuminazione dei teleri del Sala Terrena della stessa Scuola di San Rocco.

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