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Nuova ordinanza di Zaia: via libera a spostamenti individuali in tutto il territorio comunale

La risposta del presidente della regione al nuovo dpcm firmato dal premier Conte. «Mi aspettavo scelte diverse dal governo, abbiamo raschiato ancora il fondo del barile»

Una nuova ordinanza firmata dal presidente della regione Luca Zaia, in risposta all'ultimo dpcm del presidente del consiglio Giuseppe Conte.  È stata annunciata oggi dallo stesso governatore, nel corso del consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Il presidente veneto ha ripetuto a più riprese di non voler entrare in polemica con il governo, ma questa nuova ordinanza preparata a tempo di record è una conferma della sua posizione: bisogna essere prudenti, ma bisogna ripartire più in fretta.

Cosa dice il nuovo decreto firmato da Zaia

Il primo punto della nuova ordinanza regionale riguarda gli spostamenti individuali: tutte le persone potranno muoversi, individualmente, in tutto il territorio comunale per fare attività fisica, sgranchirsi le gambe, passeggiare in bicicletta. Resta l'obbligo di evitare in ogni modo assembramenti e mantenere 1 metro di distanza tra le persone. Questo provvedimento entrerà in vigore dalle 18 di oggi, lunedì 27 aprile. Dalle 6 di domani, martedì 28 aprile, inoltre, i residenti potranno recarsi nelle seconde case o imbarcazioni all'interno del territorio regionale per riparazioni e manutenzioni del caso. Sarà ammesso anche l'acquisto di cibo per asporto a bordo veicolo (come il McDrive, per intendersi). Restano sempre e comunque gli obblighi di indossare la mascherina e i guanti (o comunque avere le mani igienizzate) e mantenere il distanziamento sociale (almeno 1 metro).

«Penso che ieri sera sia stata una brutta serata. - ha detto Zaia - Con i colleghi presidenti speravamo ci fosse un approccio un po' differente. Ci vuole senso di responsabilità e obiettività nel valutare quello che sta accadendo». Il governatore ha ribadito più volte il concetto nel corso del punto stampa: la battaglia con il virus non è finita, ma bisogna comunque ripartire. Quello che ha sottolineato è la necessità di trovare un equilibrio: «È giusto condividere la sfida con i cittadini, - ha detto - perché sono due mesi di quarantena. Ci sono molti che non escono di casa da tempo, penso a ragazzi e anziani. Penso anche a tutti coloro che non possono permettersi un dibattito con le forze dell'ordine e contestare eventuali sanzioni. I dati epidemiologici ci dicono che il virus continua ad esserci ed è innegabile la fase di convivenza. È anche vero, però, che serve un approccio più razionale. Penso che si debba capire che il sacrificio lo si può fare, ma non protrarlo in questa maniera».

«Si deve e si può fare di più»

Il governatore ha detto che si poteva e si doveva fare qualcosa in più. È partito da un dato noto ormai da tempo: il personale sanitario in Veneto, quello in costante contatto con i malati, si è infettato per l'1,3% del totale. L'utilizzo di mascherine e guanti, la distanza sociale, secondo il governatore, sono dei parametri necessari e sufficienti per riaprire. «Non dico che il comitato scientifico non abbia ragione. - ha aggiunto Zaia - Però servono equilibrio e sostenibilità. Non possiamo diventare un grande laboratorio, dobbiamo anche riprendere a vivere. Si deve e può fare uno sforzo in più».

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