Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Carabinieri, a settembre raffica di cambi della guardia al vertice dell'Arma lagunare

Il tenente colonnello Occhioni da comandante del Reparto operativo a responsabile ordine pubblico al Battaglione "Veneto". Il tenente colonnello Graci, invece, promosso a Mantova

A sinstra il tenente colonnello Giovanni Occhioni, a destra il tenente colonnello Carmelo Graci

Hanno lasciato un segno profondo a Venezia con le loro indagini e con i risultati raggiunti attraverso lavoro, dedizione e un certo acume in ambito operativo. Girandola di cambi della guardia per quanto riguarda i carabinieri del capoluogo lagunare: da lunedì il tenente colonnello Giovanni Occhioni, comandante del Reparto operativo di Venezia, sarà trasferito al quarto Battaglione carabinieri "Veneto". Il legame con la città dunque non sarà reciso, anzi. La sua esperienza e conoscenza del centro storico e della terraferma si rivelerà molto utile per coordinare (da responsabile) i servizi di ordine pubblico e di supporto alle attività di prevenzione e di sicurezza. Il cambio di ruolo dopo 9 anni dal suo arrivo in laguna, ora il suo "quartier generale" si sposta nella caserma del Battaglione "Veneto" a Mestre. Il tenente colonnello Michele Roberti, ricoprirà l'incarico di comandante provinciale carabinieri di Macerata.

PROMOZIONE PER IL TENENTE COLONNELLO GRACI

Promozione, invece, per il tenente colonnello Carmelo Graci, per 6 anni responsabile del nucleo investigativo di Venezia. Da lunedì andrà a comandare il reparto operativo del comando provinciale di Mantova, dove farà di sicuro fruttare le sue qualità non solo professionali ma anche umane. Del resto a parlare sono i risultati mietuti al termine delle principali indagini che hanno caratterizzato il nostro territorio, come gli arresti dopo la violenta rapina con sequestro in una gioielleria di Stra, o l'arresto del presunto autista dell'Audi gialla. Senza dimenticare i gialli dell'omicidio Lucia Manca o la banda che aveva messo nel proprio mirino Museo Correr e Palazzo Ducale grazie a una "talpa". In carcere sono finiti anche bande di assaltatori ai bancomat, assassini (come nel caso del recente femminicidio di Musile di Pave), truffatori e violenti.

 

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