Ogni due giorni una casa diventa hotel: si allargano Danieli e Biasin

Polemica a Ca' Farsetti per un nuovo cambio di destinazione d'uso, che concederà nuove stanze a due alberghi di Venezia. Sono stati mille in 5 anni

Altri cinque appartamenti diventano alberghi. O meglio, saranno nuove stanze di strutture ricettive già esistenti a Venezia, il Danieli e il Biasin. Il provvedimento arriverà durante il Consiglio comunale del 5 novembre, perché la maggioranza, come riportano i quotidiani locali, voterà compatta per il "sì": con buona pace delle opposizioni, che chiedevano all'amministrazione di dare un chiaro "segnale politico" di inversione di tendenza.

Perché a Venezia negli ultimi cinque anni ci sono stati più di mille cambi di destinazione d'uso da abitativo a ricettivo, sintomo di una città che sta perdendo residenti a favore delle presenze turistiche. La municipalità del centro storico, a maggioranza Pd, ha dato parere negativo a questa trasformazione di due alloggi di 45 e 41 metri quadrati a Cannaregio e di altri tre di 93, 82 e 53 metri quadrati a San Marco, in calle delle Rasse: si tratta del primo caso di voto concreto che pone su due fronti opposti la municipalità e il Comune.

Il provvedimento era comunque atteso: i due hotel già occupano gli edifici dove si trovano gli appartamenti, che sono sfitti da tempo. Così hanno deciso di acquistarli per aumentare le stanze a disposizione, chiedendo alla direzione Urbanistica il cambio di destinazione d’uso. Un caso abbastanza particolare, possibile perché le norme comunali permettono l'uso ricettivo di appartamenti così piccoli solo nel caso in cui due terzi del condominio siano già destinati a questo uso.

La maggioranza conferma di voler investire sui residenti e sugli alloggi, spiegando però che in questo caso particolare non ci sono elementi per dire di no. Perché il problema sono le norme che consentono ovunque il ricettivo, che sono nazionali e regionali, ed è lì che il Comune sta cercando di intervenire. In questo caso non ci sono speculazioni né nuove invasioni, spiega l'assessore all'Urbanistica, De Martin. Oltretutto, a rispondere di no si rischia il ricorso al Tar da parte degli alberghi.

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