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Nuovi arrivi di profughi a Eraclea, il sindaco: "Prefetto non di parola"

Il primo cittadino Talon: "Mi era stato assicurato che non sarebbero stati trasferiti altri migranti". Per i container a Ca' Turcata si va per le lunghe

Continuano a fare rumore i 45 profughi arrivati giovedì a Eraclea, cui si aggiungono quelli giunti oramai dieci giorni fa nella località balneare. Se non altro perché dalla prefettura era arrivata l'assicurazione all'amministrazione locale che di migranti "nuovi" non se ne sarebbero più visti a un chilometro dal mare. Invece le rassicurazioni verbali sono state disattese, sull'onda dei continui sbarchi sulle coste siciliane.

"Dal prefetto mi era stato assicurato che non sarebbero più arrivati profughi qui - attacca il sindaco Giorgio Talon - per me la parola data conta ancora. Per tutta la giornata di venerdì ho chiesto di sapere effettivamente quanti profughi si trovino nel residence, ma per ora non ho ricevuto risposta. Né dalla cooperativa, né dalla prefettura". Intanto i malumori degli operatori turistici continuano a farsi sentire, anche se oramai la "novità" non è più tale dopo dieci giorni dai primi arrivi.

Fatto sta che la soluzione individuata dal prefetto Domenico Cuttaia, ossia il posizionamento di alcuni prefabbricati all'interno dell'ex caserma di Ca' Turcata, va per le lunghe: "Siamo ancora nella fase dei preventivi - dichiara il primo cittadino di Eraclea - sono preoccupato perché ormai la scadenza di quindici giorni è vicina e non si è mosso ancora nulla. Intanto siamo praticamente a luglio, in piena stagione turistica. E i profughi continuano a stare dov'erano prima".

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