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Il nuovo Dpcm: che cosa cambia fino a Pasqua

Presentato oggi alle 18.45 da Palazzo Chigi il nuovo decreto ministeriale, il primo dell'era Draghi. Tutte le regole che dovremo seguire dal 6 marzo al 6 aprile

È stato firmato nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 2 marzo, il nuovo Dpcm, primo dell'era Draghi. Ad introdurlo, nel corso di una conferenza stampa da Palazzo Chigi, sono stati il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro agli Affari Regionali Mariastella Gelmini, il presidente dell'Iss (Istituto superiore di sanità) Silvio Brusaferro e il presidente del CSS (Consiglio superiore di sanità) Franco Locatelli. Si tratta, come già preannunciato nei giorni scorsi, di un decreto conservativo rispetto al passato, che mantiene il sistema delle aree colorate (zone rosse, arancioni, gialle e bianche). Il Dpcm entrerà in vigore il prossimo 6 marzo e sarà valido fino al 6 aprile.

Scuole chiuse: quando

Il tema centrale del nuovo decreto verte sulle scuole. Dal Cts è arrivata l'indicazione che la soglia oltre cui i presidenti delle Regioni dovranno chiudere gli istituti scolastici tornando alla didattica a distanza è quella dei 250 contagi ogni 100mila abitanti la settimana. Saranno poi i governatori in base alla situazione epidemiologica a modulare le chiusure in ambito comunale o provinciale. L'automatismo delle scuole chiuse di ogni ordine e grado scatterà invece quando le Regioni cadono nella classificazione di zona rossa.

Nel nuovo Dpcm non ci sono solo le indicazioni per la scuola ma anche tante altre regole che definiranno la vita delle persone fino al prossimo 6 aprile. Tra le novità contenute nel decreto la chiusura di barbieri e parrucchieri nella zone rosse. In pratica in zona rossa rimarranno aperti solo gli esercizi commerciali di prodotti essenziali.

Spostamenti e divieti

Quanto agli spostamenti resta valido il divieto ai viaggi turistici, mentre gli spostamenti tra Regioni (per Decreto legge vietati fino al 27 marzo) resteranno possibili solo per motivi di salute, lavoro e necessità. Resta ferma la possibilità di rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. È consentito andare nelle seconde case in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori Regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. 

Cosa apre

Delusi gli aperturisti: piscine e palestre restano chiuse e non arriva nessuna deroga quanto all'apertura per i ristoranti la sera, concessa invece per le regioni in area bianca, una condizione che ad oggi riguarda solo la Sardegna. Quindi le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. Il servizio a domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

Uniche concessioni: dal 27 marzo sarà possibile riaprire cinema e teatri, mentre per i musei si apre la possibilità di prenotare la visita per il weekend. 

Articolo in aggiornamento

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