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Oggi la firma del Dpcm con il nodo scuole: aperte o chiuse? Tutte le restrizioni

Il primo decreto del premier Draghi vedrà la luce in giornata e sarà valido dal 6 marzo fino al 6 aprile

Il primo Dpcm del Governo Draghi sarà firmato oggi dal presidente del Consiglio. Il decreto conterrà una serie di restrizioni valide dal 6 marzo fino al 6 aprile: in zona rossa, ad esempio, chiuderanno barbieri e parrucchieri e soprattutto tutte le scuole, anche asili, elementari e medie. Prima dell'ok, però, ci sarà un'altra riunione della cabina di regia dei ministeri interessati (alle 9.30 di martedì mattina) e un ultimo punto con le Regioni. Mentre c'è chi, è il caso del ministro della Salute Roberto Speranza, dice che potremmo essere all'inizio di un'impennata che potrebbe portarci al lockdown e che bisogna dire la verità ai cittadini. Lo riporta questa mattina Today.

Nuovo Dpcm Draghi

Il problema rimasto sul tavolo è quello della scuola. Nella riunione di ieri sera si sarebbero recepite le indicazione del Comitato tecnico scientifico (Cts) sulla chiusura di tutti gli istituti in zona rossa e sul criterio di ulteriore chiusura, a livello locale, se si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti anche nelle regioni non rosse. Mentre alcuni governatori, vedi Luca Zaia in Veneto, sostengono che chiudere solo gli istituti scolastici in zona rossa non è sufficiente per frenare la corsa del virus spinto dalle nuove varianti, la serrata delle scuole e il passaggio alla didattica a distanza nelle zone rosse del paese è di fatto già decisa. A confermarlo, lasciando la riunione, è il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, che aggiunge che «ci saranno evoluzioni».

C'è però un problema: i ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, nonché il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, sarebbero sulla stessa linea: che senso ha chiudere le scuole in area arancione quando si tengono aperti i centri commerciali, ad esempio? Prima di decidere strette in questa direzione, allora vanno chiusi altri possibili rubinetti di contagio, è il ragionamento. Le divisioni tra ministri al tavolo, sostanzialmente, hanno visto la forzista Maria Stella Gelmini e il leghista Giancarlo Giorgetti dalla stessa parte. Per il resto, l'elenco delle restrizioni contenute nel nuovo Dpcm non è a sorpresa, anzi: 

  • Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo, ma è prevista una proroga per allinearlo al Dpcm (scadenza il 6 aprile). Consentiti i rientri alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità
  • negozi chiusi in zona rossa dove rimarranno aperti solo gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei weekend continuano ad essere chiusi i centri commerciali. In zona rossa sospese anche le attività di barbieri e parrucchieri
  • dal 27 marzo riapriranno - nel rispetto di specifici protocolli e con prenotazione online - cinema e teatri in zona gialla, mentre sarà possibile andare al museo anche nei weekend
  • si consente di andare nelle seconde case in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori Regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo
  • al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi
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