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Maxi donazione all’ospedale. Regalata una nuova centrale di monitoraggio elettrocardiografico

La famiglia di Attilio Tubia, scomparso un anno fa all’età di 86 anni, ha donato alla struttura un nuovo macchinario che rivoluzionerà la vita dei pazienti

All’ospedale di Jesolo i pazienti a rischio di aritmie non saranno più costretti a restare a letto per essere monitorati: nei prossimi giorni infatti un sistema di elettrocardiogramma a distanza, di ultima generazione, permetterà loro di poter spostarsi in tutto il reparto di cardiologia beneficiando così di un significativo miglioramento della degenza. Il merito di tutto questo va attribuito ai familiari di Attilio Tubia, scomparso un anno fa  all’età di 86 anni, i quali hanno deciso di onorare la propria memoria donando all’ospedale di Jesolo un’apparecchiatura del valore di oltre 30 mila euro.

“Dopo una vita a Milano lo zio aveva espresso il desiderio di ritornare nella sua terra d’origine – spiegano i nipoti di Attilio - infatti ha fatto costruire una cappella di famiglia nel cimitero di Jesolo dove, da novembre 2014, riposa insieme alla moglie, ai genitori e al fratello. Volevamo dunque ricordare zio Attilio per la sua generosità”. Da qui quindi l’idea di acquistare un monitoraggio elettrocardiografico da utilizzarsi nel reparto di cardiologia riabilitativa.

I pazienti a rischio di aritmie, ricoverati all’ospedale di Jesolo, indosseranno quindi un trasmettitore telemetrico a tracolla collegato al torace con degli elettrodi. L'apparecchio trasmetterà, in modalità wireless, l’attività cardiaca del paziente a una centrale di monitoraggio che, in caso di eventi anomali, darà l’allarme al personale medico. Il tutto in qualsiasi momento della giornata e senza interruzione, anche se il paziente sarà in movimento all’interno del reparto.

Diana Tubia inoltre, in ricordo di papà Giovanni Egidio Tubia, ha donato al nuovo poliambulatorio di Jesolo anche una lampada dermatoscopica del valore di circa 1000 euro. “La tecnologia è fondamentale nella cura dei pazienti, in particolare in un quadro di riorganizzazione della sanità dove l’ospedale è riservato sempre più alle acuzie mentre le cure intermedie e il monitoraggio si fanno sul territorio – ha esordito il direttore generale Carlo Bramezza -  L’ospedale di Jesolo ha ora una nuova vocazione, è rinato. La cardiologia riabilitativa è una eccellenza e dall’1 dicembre avrà anche il terzo cardiologo".

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