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Cronaca

Quarantena più lunga, anche per i contatti occasionali: nuovo piano di Sanità del Veneto

È stato illustrato oggi dalla dottoressa Russo. Il documento ricalca le disposizioni nazionali e introduce l'utilizzo dei test di laboratorio per rilevare le varianti del covid. Aggiornato anche il piano vaccinale

Un nuovo piano di sanità pubblica, quello del Veneto, che ricalca le disposizioni nazionali e accoglie le indicazioni delle circolari ministeriali sull'utilizzo dei test diagnostici. L'obiettivo primario è intercettare le varianti del covid, in particolare quella inglese, ad oggi la mutazione più presente in tutte le province, che contagia soprattutto le fasce "produttive", quelle dai 20 ai 65 anni. A introdurre le nuove misure nel corso del punto stampa di oggi dalla protezione civile di Marghera, è stata Francesca Russo, dirigente della Prevenzione regionale, che ha riassunto i cardini principali:

  • saranno introdotti test di laboratorio, più veloci dei molecolari ma comunque in grado di individuare la presenza di varianti
  • nei punti covid saranno utilizzati test rapidi di prima generazione con sensibilità al 90% e specificità al 97, oltre a quelli di seconda e terza generazione
  • il periodo di quarantena o isolamento fiduciario passa da 10 a 14 giorni e termina solo con l'effettuazione di un tampone di conferma
  • l'indagine non si limiterà più ai contatti stretti dei positivi, ma sarà allargata anche a quelli occasionali; nel caso specifico si potrà decidere per la quarantena o la sorveglianza passiva

Non basta essere immunizzati per evitare l'isolamento fiduciario. La dottoressa Russo ha sottolineato infatti come le circolari ministeriali impongano anche a un vaccinato a stretto contatto con una persona positiva di rispettare il periodo di quarantena.

Aggionamento del piano vaccinale

In parallelo è stato aggiornato anche il piano vaccinale, un documento in continuo aggiornamento «a seconda della disponibilità di vaccini, dell'immunità della popolazione e della sostenibilità dell'offerta», ha sottolineato ancora Russo. Il piano, approvato questa mattina con una Giunta regionale straordinaria, è adattato per il Veneto sul modello nazionale.

I due criteri sui quali si fonda sono la priorità alle categorie definite "super fragili" (malati oncologici, soggetti trapiantati o con fibrosi cistica ai quali si aggiungono anche i disabili) e alla somministrazione del siero alle classi d'età, partendo naturalmente dai più anziani. È prevista anche la vaccinazione a domicilio (per gli anziani ricoverati in casa), dal medico di base o da un medico di riferimento dell'Ulss.

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