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Occupano una casa sfitta dell'Ater, i giudici decidono di farle restare

La decisione del Tribunale del riesame di Venezia dopo la denuncia alla Procura: secondo i magistrati le tre ragazze sarebbero indigenti e non avrebbero ricevuto alcun avviso dell'occupazione abusiva

Tre ragazze sono finite in Tribunale per aver occupato una casa dell'Ater di via Monte Santo a Mestre. Ma resteranno dove sono. Non saranno sfrattate. A trascinarle davanti al giudice è stato il pubblico ministero della Procura di Venezia su segnalazione della direzione dell'azienda per l'edilizia popolare. L'abitazione infatti sarebbe dovuta andare ad una famiglia delle liste di graduatoria. A bloccare lo sfratto delle tre ragazze è stato il Giudice per le indagini preliminari che ha respinto la richiesta del pm data l'indigenza delle occupanti.

L'accusa ha così ricorso in appello al Tribunale del riesame e a giudicare la posizione delle tre giovani sono stati altri giudici. Ma la sentenza non è cambiata: la richiesta del pm è stata ancora una volta rigettata per un cavillo di procedura. Secondo i magistrati veneziani, l'Ater avrebbe dovuto avvisare le ragazze in merito all'occupazione abusiva. Per questa ragione è stato deciso che resteranno dove sono. Almeno fino a quando, data l'indagine amministrativa ancora in corso, il pubblico ministero non decida di ricorrere per via giudiziaria. 

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