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Un cartello esposto all'istituto 8 Marzo

Un cartello esposto all'istituto 8 Marzo

Caos alle scuole di Mirano, "assalto" alla cittadella: occupazioni e slogan

Lezioni sospese per migliaia di studenti. Al liceo cogestione d'accordo con la preside, all'8 Marzo occupazione, fermati alcuni giovani che volevano introdursi nella notte nel Primo Levi

La protesta si allarga e gli studenti "si appropriano" della cittadella scolastica di Mirano. Una situazione di forte confusione e in continuo divenire stamattina. Partita lunedì scorso con tentativo di occupazione durato circa un'ora all'istituto professionale Ponti, poi abortito anche per l'arrivo dei carabinieri, "l'onda" ha colpito martedì e anche stamattina. Ieri gli studenti hanno dato vita a un assembramento con poco più di un centinaio di persone nella piazzetta del complesso scolastico di via Matteotti, oggi, invece, negli istituti si è tentato il "colpo grosso": occupare. Con risultati alterni e con motivazioni eterogenee. Se i frequentanti del Ponti mettono nel mirino le condizioni dello stabile in cui sono costretti a frequentare le lezioni, quelli del liceo scientifico Majorana e del liceo classico Corner hanno protestato per le riforme che stanno interessando il mondo della scuola.

Alle tre di stanotte alcuni studenti si sono intrufolati nel liceo attraverso una finestra difettosa e, verso le 7, hanno aspettato l'arrivo di altri sodàli. Il tentativo di occupazione si è tramutato in una cogestione, d'accordo con la preside Carla Berto. Lezioni sospese, ma con dibattiti e assemblee. Il tutto in modo molto ordinato. Forse, ma mai dire mai almeno fino alla fine della settimana, la situazione potrebbe tornare alla normalità già da giovedì.

Diversa la situazione al Ponti. Gli studenti hanno tentato di occupare, ma la preside Norma Castellarin ha negato questa possibilità. Alcuni gruppi di ragazzi hanno quindi raggiunto a piedi gli altri istituti, scandendo ancora una volta slogan contro la situazione di difficoltà in cui si trovano. All'istituto tecnico 8 Marzo, invece, gli studenti sono riusciti a occupare. Sono entrati nella scuola prima di tutti, salvo poi lasciare entrare preside e professori. Una forma "morbida" di presa di possesso delle aule, quasi una cogestione. Anche in questo caso nel mirino le condizioni in cui versa l'edificio scolastico.

Stanotte alcuni giovani sono stati sorpresi dai carabinieri, che in queste sere hanno intensificato i controlli in zona, mentre tentavano di introdursi nello stabile del Primo Levi. Sono stati fatti desistere. Stamattina poca la gente in classe. Sono circa 5mila i giovani che per un motivo o per l'altro non hanno frequentato le lezioni, o perché sospese o perché disturbati da quanto succedeva intorno a loro.

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