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Il patriarca contro i politici "solo social": "Basta con i tweet, pensate al bene comune"

Monsignor Francesco Moraglia durante la messa di giovedì per il giorno di San Michele nel duomo di Mestre: "Così i cittadini si disaffezionano alla politica. Siate sinceri, leali e veri"

"Sincerità, lealtà, veracità sono virtù che si riferiscono sia alla sfera privata, sia pubblica", inizia così l'attacco del patriarca Francesco Moraglia nei confronti dei politici che si affidano più ai social network che alle qualità che dovrebbero caratterizzare la loro attività. Giovedì, alle 18.30, è stata celebrata la messa nel duomo di San Lorenzo in occasione del giorno di San Michele, patrono di Mestre. Monsignor Moraglia ha voluto subito ringraziare le forze dell'ordine, visto che San Michele è anche patrono della polizia di Stato, dopodiché durante l'omelia non ha mancato di strigliare chi è causa della "marcata disaffezione del cittadino dalla politica" che si spiega "in parte con la scarsa credibilità di una politica che è percepita come litigiosa, mediatica e, alla fine, inconcludente".

La descrizione della realtà politica attuale è fortemente negativa: "È difficile riconoscersi in una realtà fatta spesso di annunci mediatici, di twitter al vetriolo, di messaggi postati su Facebook, perennemente impegnata a demonizzare l’avversario politico e, alla fine, incapace di produrre atti concreti e mantenere le promesse fatte - ha sottolineato il patriarca - E poi chi sceglie di cavalcare i media non avverte come un problema il fatto di contraddire oggi quanto, ieri, aveva dichiarato con enfasi ma, così, si finisce per perdere anche quel poco di fiducia e credibilità che il cittadino conservava. Il Vangelo chiede, invece, ponderazione. Certo, non si può dire sempre tutto ma, sempre, si richiede coerenza, prudenza e trasparenza a livello personale e politico".

Quale la ricetta del buon politico, quindi? "Le virtù della sincerità, della veracità, della lealtà diventano premessa a ogni altro agire - ha spiegato monsignor Moraglia - e ciò vale, in particolare, per chi funge da riferimento e guida per agli altri, soprattutto dinanzi alla questione seria del bene comune. Tutto ciò è vero già per la prima società umana - la famiglia - che, da sempre, è all’origine alla vita e poi, attraverso l’educazione, è chiamata a guidare le prime scelte della persona a una vera libertà; molto della vita futura dei figli dipende dalla credibilità che hanno il papà e la mamma. Il discorso s’allarga quindi oltre la comunità familiare - prima cellula della società - per giungere al bene comune. Ogni atteggiamento della persona suppone la sincerità, la veracità, la lealtà. E mai può entrare in conflitto con esse".

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