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Auguri di Pasqua del patriarca, in ricordo degli studenti del Kenya

Monsignor Francesco Moraglia ha celebrato la messa paquale nella basilica di San Marco: il pensiero ai cristiani morti a Garissa

Domenica mattina alla basilica di San Marco il patriarca di Venezia ha rivolto i propri auguri ai fedeli, con l'omelia di Pasqua: monsignor Francesco Moraglia ha parlato di resurrezione, ma anche di attualità, con il ricordo per le vittime della strage al Garissa University College in Kenya, che ha provocato almeno 147 morti. "Particolare stima e gratitudine - ha annunciato - va a quei cristiani che oggi, con la loro testimonianza, rendono viva la croce di Cristo; solo quest’anno sono circa quattromilacinquecento. I centocinquanta studenti del collegio universitario Garissa in Kenya sono purtroppo solo cronologicamente gli ultimi; ad essi se ne aggiungeranno altri".

Prima il patriarca, analizzando il racconto evangelico di Marco sul sepolcro,si era soffermato sul positivismo, criticandolo. "L'evangelista delinea una situazione che corrisponde a un fatto accaduto in modo imprevisto; Marco si limita a registrarlo e a trasmetterlo alla Chiesa - ha sottolineato Moraglia -. Le donne al sepolcro appaiono sorprese e impreparate di fronte a ciò che vedono tacendo su quello che hanno visto al sepolcro".

Per Moraglia "secondo Marco è improponibile la tesi dell'allucinazione che ha in Ernest Renan - filosofo, filologo, storico delle religioni ma, soprattutto, noto esponente del positivismo ottocentesco - il suo grande sostenitore. Il pensiero di Renan oggi non è più rilevante: rappresenta un paradigma scientifico oramai superato; tale modo di pensare, tuttavia, continua a vivere in una mentalità che si autoproclama 'scientifica'. "Il pensiero positivista - ha rilevato ancora il Patriarca - ha fatto il suo tempo e, insieme, ha causato non pochi danni allo stesso sapere scientifico e alla cultura in genere; oltre che velleitario, è stato dannoso voler ridurre la realtà ad una impossibile oggettività materiale. Tale pretesa si è tradotta in affermazioni insieme ingenue e arroganti".

"Di fronte all'evento della risurrezione - ha aggiunto il patriarca - è impossibile applicare il metodo delle pure scienze fisico-sperimentali, soprattutto nella versione positivista. La risurrezione, infatti, è un evento che appartiene alla storia ma, soprattutto, è evento che eccede la storia". "Gesù risorto non è frutto del comune modo di pensare; è, piuttosto, l'esito della potenza di Dio che supera ogni risorsa umana".

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