Cronaca

Pestato a sangue e ucciso nella sua villa a Trieste: fermata una donna di Quarto d'Altino

Si tratta di una 45enne croata che è accusata dagli inquirenti dell'omicidio di Aldo Carli, gioielliere 71enne trovato morto in casa il 20 dicembre scorso. Lei si professa innocente

La notizia è rimbalzata in poche ore da Trieste al Veneziano: per l'omicidio del gioielliere 71enne Aldo Carli, trovato morto nella sua villetta a Opicina, nel Triestino, il 20 dicembre scorso, è stata arrestata Ljubica Kostic, una donna di 45 anni residente a Quarto d'Altino. E' accusata di aver ucciso assieme ad altre 3 persone tuttora da identificare il commerciante all'apice di una lite. Anzi, si sarebbe trattato di un possibile "regolamento di conti".

"Non è stata una rapina finita male"

Dall'iniziale ipotesi di un tentativo di rapina finito male, gli investigatori hanno ricostruito le attività dell'uomo, che viveva con la madre invalida di 94 anni, mentre la moglie stava separata da lui al piano superiore dell'edificio. L'inchiesta avrebbe fatto luce su una presunta attività di compravendita clandestina di gioielli tra Italia ed estero, servendosi di intermediari stranieri, in alcuni casi anche in cambio di prestazioni sessuali da parte di donne. Fin da subito l'ipotesi di un delitto perpetrato per mettere a segno una razzia è risultata traballante: nell'abitazione non sono stati toccati né soldi, né oggetti preziosi. 

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"Lite degenerata"

L'ipotesi degli investigatori è che la notte del delitto Carli stesse per dirigersi all'estero e avesse un appuntamento con alcuni dei suoi intermediari. All'arrivo di queste persone, sarebbe nato invece un alterco con una violenta lite, nella quale la vittima è stata brutalmente picchiata e legata ai polsi; gli aggressori avrebbero anche imbavagliato l'anziana madre, che avrebbe rischiato di morire soffocata. Si sarebbe salvata fingendo di aver perso la vita. La moglie della vittima, che si trovava al piano di sopra, non si sarebbe invece accorta di nulla. 

"Non c'entro nulla con l'omicidio"

L'arrestata si trova ora in carcere a Trieste e lunedì il suo legale difensore ha già annunciato un'istanza al Tribunale del Riesame del capoluogo giuliano per una revisione della misura cautelare. La donna ha abitato a lungo in un appartamento di Quarto d'Altino ed è sempre stata attiva nel campo della ristorazione: ha lavorato in un locale a due passi dalla centrale via Roma per poi, da quest'estate fino a novembre, prendere servizio in un altro locale pubblico. "Una persona solare e molto brava con i clienti", spiegano alcuni colleghi che sottolineano come nelle ultime settimane avesse lamentato problemi economici dopo aver perso il posto. La 45enne si sarebbe dichiarata innocente e il suo legale avrebbe sottolineato come ci siano solo elementi indiziari che collegherebbero la sua assistita all'abitazione dove è stato perpetrato il delitto, concentrando l'attenzione sul fatto che non ci sarebbero collegamenti diretti con la vittima.

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