Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Santa Croce / Calle Chiovere

Omicidio Gritti, quattro spari attraverso la porta. Nel pomeriggio litigio per il cane

L'uomo che era con il giudecchino ucciso racconta cos'è accaduto nelle ore precedenti al delitto, l'8 gennaio. Alle 20 una chiamata al 112, ma non era stato trovato nulla di anomalo

Una chiamata al 112 verso le 20.15 dell'8 gennaio aveva anticipato di poche ore l'omicidio di Ivano Gritti in calle de le Chiovere. Alla centrale operativa un uomo con accento meridionale aveva riferito la presenza di una persona armata nell'abitazione di Ciro Esposito, la stessa da cui più tardi (verso l'una di notte) sarebbero stati esplosi i colpi di pistola che hanno ucciso Gritti. Subito dopo una pattuglia è stata inviata sul posto, senza però che fosse rilevato nulla di strano. Se sia stato lo stesso Esposito a chiamare (e perché) è un'ipotesi che le indagini stanno verificando. Lui ha raccontato che in quel momento era spaventato perché temeva una ritorsione da parte della ex fidanzata, che lo aveva minacciato dopo che lui aveva deciso di lasciarla. Una versione dei fatti che il Gip non ritiene verosimile. Lo riporta La Nuova Venezia.

Quattro spari

Quattro i colpi sparati attraverso il portoncino d'ingresso dell'abitazione, quattro anche i bossoli poi trovati a terra. Uno ha colpito Gritti all'altezza dell'occhio, causandone il decesso un paio d'ore più tardi. L'uomo che era con lui, C.R., è stato sfiorato ("Il secondo proiettile era per me", ha poi rivelato quest'ultimo). Nell'interrogatorio Esposito ha detto di non aver sparato per uccidere, ma, appunto, perché aveva paura. Dichiarazioni in contrasto con quelle rese subito dopo l'omicidio: è stato sentito dire che se avesse avuto indietro la pistola "avrebbe ammazzato anche il negretto che era con lui", ovvero C.R..

Litigio per il cane

È stato quest'ultimo a raccontare cos'è successo l'8 gennaio: nel pomeriggio tutti e tre erano a casa di Gritti, alla Giudecca. Scoppia un diverbio perché Gritti accusa Esposito di non essere in grado di accudire il cane che lui gli ha regalato. Esposito se ne va. Più tardi, la sera, Gritti si reca assieme a C.R. a casa di Esposito, in calle de le Chiovere, intimandogli di restituirgli l'animale. C'è un nuovo battibecco attraverso la porta, con Esposito che si rifiuta di aprire. Alla fine prende la pistola e spara attraverso l'uscio.

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