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Lucia Manca, depositati gli atti: tutte le accuse mosse contro Renzo Dekleva

L'informatore farmaceutico, in carcere dal 31 gennaio scorso, è accusato di omicidio volontario aggravato, di soppressione di cadavere e di falso ideologico in atto pubblico

Sono stati depositati stamattina i "voluminosi" atti dell'inchiesta condotta dal pubblico ministero Francesca Crupi nei confronti di Renzo Dekleva, l'informatore farmaceutico 54enne accusato di aver ucciso la moglie Lucia Manca nella notte tra il 6 e 7 luglio 2011. Dopo un anno e mezzo di ricostruzioni, indizi, l'arresto di Dekleva e due esami autoptici sui resti della povera vittima, trovati esattamente tre mesi dopo la scomparsa sotto un viadotto di Cogollo del Cengio, nel Vicentino, ora ci sono dei punti fermi. Tre sono i reati che vengono contestati dal pubblico ministero all'informatore farmaceutico, che dal 31 gennaio 2012, data del suo arresto, si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere.

Il 54enne è accusato di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto  per "motivi abbietti" e "nei confronti del coniuge". Secondo il pubblico ministero, infatti, la decisione di uccidere la moglie sarebbe scaturita dalla consapevolezza che ormai Lucia Manca era venuta a sapere della relazione extraconiugale del marito con una donna trevigiana, che tra l'altro era stata convinta dal compagno di essere la sua "donna ufficiale". Per paura che la vittima procedesse con le pratiche per la separazione, ottenendo quindi beni e denaro, Dekleva avrebbe deciso di soffocare la donna. Anche se i tre periti nominati dal gip Michele Medici per stabilire una volta per tutte le cause della sua morte non sono riusciti a dimostrare che il decesso della bancaria di Marcon sia stato dovuto ad asfissia.

Secondo l'accusa il delitto è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio. Poi la corsa fino al viadotto di Cogollo del Cengio, sulla strada per raggiungere Folgaria, dove Dekleva possedeva una casa. Durante il tragitto il cellulare del presunto omicida ha agganciato una cella di Rubano, nel Padovano, e gli inquirenti sono riusciti a isolare un biglietto dell'autostrada con le sue impronte al casello di Piovene Rocchette, proprio quello da attraversare per raggiungere il viadotto di Cogollo del Cengio. Sotto il cavalcavia Dekleva avrebbe nascosto il corpo della moglie (la "deposizione del corpo" e la "tipologia di materiale botanico" dimostrano "l'intervento di terzi nel posizionamento e nella copertura del cadavere con rami prima della sua decomposizione", affermano i periti nel loro rapporto). Per questo è accusato dal pubblico ministero Francesca Crupi di soppressione di cadavere, nonostante il gip avesse deciso al momento del suo arresto per l'occultamento di cadavere.

Omicidio volontario aggravato e soppressione di cadavere, quindi. Ma c'è un altro reato di cui è accusato l'informatore farmaceutico: falso ideologico in atto pubblico. Quando la mattina del 7 luglio il 54enne presentò denuncia ai carabinieri, infatti, affermò che la moglie era uscita di casa tra le 6.30 e le 6.40 per andare al lavoro. Secondo le indagini, invece, Lucia Manca era morta già da molte ore.

Gli avvocati difensori di Renzo Dekleva si riservano di valutare tutti gli atti depositati dalla Procura, poi decideranno quale strada processuale intraprendere. Se chiedere il rito abbreviato o puntare sul dibattimento in aula.

 

OMICIDIO LUCIA MANCA: LA CRONACA

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