menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Dekleva al Palazzo di Giustizia (©TM News Infophoto)

Dekleva al Palazzo di Giustizia (©TM News Infophoto)

Rivelazione choc di Dekleva: "Quella notte mi spinsi fino vicino a Folgaria"

Un dettaglio emerge da un colloquio che lo scorso autunno il marito di Lucia Manca ebbe con l'amante. Raccontò di essersi spinto oltre quel viadotto dove la moglie fu ritrovata cadavere

Un anno fa scomparve Lucia Manca, la bancaria di Marcon trovata poi cadavere sotto un viadotto di Cogollo del Cengio, nel Vicentino, esattamente tre mesi più tardi. Un anno fa. Dodici mesi senza sepoltura, di perizie e controperizie per arrivare alla verità. E proprio a un anno di distanza da quella sera in cui, secondo gli inquirenti, la donna trovò la morte spunta un elemento che potrebbe risultare importante all'interno del quadro indiziario che ha portato in carcere Renzo Dekleva, il marito della vittima, arrestato il 31 gennaio scorso con l'accusa di omicidio volontario.

 

E lo fornirebbe lo stesso informatore farmaceutico, parlando alla sua amante "ferita" Cristina, che prima di questa storia pensava di essere la compagna ufficiale di Dekleva, con la presunta "ex moglie" Lucia Manca lontana. A Milano. Niente di tutto ciò. E' la donna a mettere alle strette il 54enne. Vuole sapere tutto quello che gli è stato nascosto. Il colloquio, dai toni molto accesi, in un bar lungo la strada Ovest a Treviso lo scorso autunno. Era stato appena trovato il cadavere di Lucia Manca a Cogollo del Cengio, e l'informatore farmaceutico era già stato iscritto nel registro degli indagati per quella laurea in medicina millantata e, secondo gli inquirenti, mai conseguita.

 

Sui giornali iniziavano a uscire i primi indizi contro il 54enne. Il segnale del cellulare agganciato all'1.55 a Rubano la notte tra il 6 e il 7 luglio, quando secondo la sua prima versione avrebbe dovuto essere nella casa di via Guardi a Marcon, i problemi di coppia con Lucia, al punto che lei avrebbe iniziato a spostare dei soldi da un conto cointestato. Tante le domande che Cristina ha in serbo a Dekleva. La più importante: "Dove sei andato dopo il nostro incontro (la sera della scomparsa di Lucia, ndr)?". Al che l'informatore farmaceutico deve rispondere. Deve spiegare perché il suo cellulare era stato intercettato nel Padovano.

 

E la spiegazione sarebbe la seguente: verso mezzanotte sarebbe tornato a casa e poi si sarebbe messo in macchina verso la casa delle vacanze di Folgaria. Lì, infatti, l'intenzione era di recuperare alcune foto compromettenti da una macchina fotografica digitale. A San Sebastiano, però, secondo la versione fornita dal 54enne all'ex compagna, in un paesino di 250 anime, il dubbio di non avere dietro le chiavi della casa. La ricerca alla rinfusa nel cruscotto. Delle chiavi neanche l'ombra, ma ecco spuntare la macchina digitale.

 

Un racconto foriero di un dettaglio essenziale: parlando di San Sebastiano Dekleva si colloca la notte dell'omicidio oltre quel viadotto di Cogollo del Cengio dove il 6 ottobre era stato trovato il cadavere della moglie. E sarebbe la prima volta che emerge questo particolare. Prima infatti l'uomo avrebbe sempre dichiarato di essere arrivato solo fino a Vicenza. "A quel punto (avendo trovato la macchina fotografica, ndr) sono rientrato a Marcon", conclude Dekleva.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento