Maila non ha avuto scampo: un massacro tra le mura di casa

È stata uccisa prima dell'alba di mercoledì dal marito Natalino Boscolo Zemello, nell'abitazione in cui convivevano, a Cavarzere. Forse qualcuno sapeva, nessuno ha parlato

Quando i carabinieri sono arrivati hanno trovato le tracce di un massacro. Sangue ovunque, sulle pareti, nelle stanze, nel bagno. Maila Beccarello era appena stata ammazzata a botte dal marito, Natalino Boscolo Zemello, tra le mura di casa. Non ha avuto scampo. È stato lo stesso Boscolo a chiamare il 118, alle 5.45 di mercoledì. Stando alle ricostruzioni dei militari dell'Arma, sarebbe stato sempre lui a portare fuori il corpo della donna, nel cortile, quando ormai era già deceduta.

Aggressione brutale

La sequenza degli avvenimenti non è chiarita completamente: le indagini - condotte dai carabinieri della compagnia di Chioggia sotto la guida del capitano Francesco Barone - cercheranno di far luce sui dettagli della vicenda. Possibile che Boscolo abbia agito spinto da una folle gelosia, una ossessione malata. La violenza potrebbe essere iniziata anche fuori dall'abitazione per poi proseguire all'interno. Ci sono i segni dei movimenti dell'uomo dentro casa, le impronte lasciate dal sangue che era anche sotto le sue scarpe. Potrebbe essere stato preso dai rimorsi per ciò che aveva fatto, oppure avere intrapreso un tentativo di coprire le tracce del delitto. Al telefono con il 118 avrebbe detto di avere ammazzato la moglie, poi, all'arrivo dei soccorritori, avrebbe tentato di ritrattare. Le condizioni della donna, però, non hanno lasciato adito a dubbi: il corpo di Maila, davanti alla porta d'ingresso, era martoriato dalle percosse.

Le violenze

I due si erano trasferiti a Cavarzere da poco: lì, nell'abitazione presa in affitto in via Regina Margherita, l'uomo stava scontando gli arresti domiciliari, un anno e 8 mesi per reati di cui si era reso responsabile in passato - estorsione e violenza privata. Maila era disoccupata, era cresciuta a Santa Maria di Sala e in seguito aveva cambiato residenza diverse volte. Lui è originario di Chioggia. Da parte della donna non risultano denunce, e Boscolo come detenuto non aveva mai sgarrato. Eppure in paese, ma anche fuori, le voci dicono altro: non era la prima volta, l'aveva già picchiata. Se la ragazza aveva subìto le angherie del marito in altre occasioni non l'ha raccontato alle forze dell'ordine. E chi eventualmente sapeva, non si è fatto avanti.

Un problema culturale

Boscolo è in arresto per omicidio, entro sera sarà in carcere. Sulla vicenda si è espresso il circolo di Cavarzere e Cona di Liberi e Uguali: «Bisogna avere il coraggio di dire che la cultura profonda di questo paese e questa regione è ancora ancorata ad un modello che pensa la donna come soggetto debole e coercibile, e che è questa cultura che va cambiata. La violenza di genere si lega ad altri temi, al lavoro e all'indipendenza delle donne, quindi sulla maggiore attenzione all'occupazione femminile. ​Bisogna mobilitarsi, per questo promuoviamo e sosteniamo la manifestazione che si sta organizzando a Cavarzere e vi parteciperemo convinti».

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