Cronaca Marghera / Piazza del Mercato

Omicidio di Marghera, la polizia ha i nomi degli assassini. Ora il corteo

Gli inquirenti sarebbero riusciti a identificare chi domenica sera ha ucciso un 33enne macedone e ferito gravemente un suo connazionale

Gli inquirenti avrebbero le facce e i nomi di chi ha sparato e di chi ha spalleggiato l'assassino. Sono passati cinque giorni da quando è stato premuto quel grilletto in piazza Mercato che ha ucciso Ajdin Isak, 33enne macedone, e ferito gravemente G.E., 32enne suo connazionale. Gli uomini della squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Odorisio, grazie ai riscontri incrociati delle telecamere di sorveglianza e ai cenni (più di questo per ora G.E. non ha la possibilità di fare) del ferito, sarebbero arrivati a una identificazione certa.

Come riporta il Gazzettino, però, ora il problema è catturare i due malviventi, con ogni probabilità di origine kosovara. Difficile che siano ancora in Italia. Anzi, uno di loro già nelle ore successive all'omicidio si sarebbe già messo in viaggio. Uno solo avrebbe sparato gli undici colpi di pistola che hanno fatto piombare nel terrore Marghera. Davanti al bar "Ae do Spade".

Il primo avrebbe colpito la vittima, che con ogni probabilità non c'entrava nulla. Il proiettile gli ha perforato il polmone, poi la morte. Pochi metri più in là. Altri due proiettili colpiscono G.E., che si mette in salvo nell'antibagno del locale. Era lui il vero obiettivo dell'assassino. Forse per una questione di soldi. Per un debito che doveva a un gruppetto di kosovari. Forse derivante dalla sua passione per il bingo, dove un anno fa ci fu anche una rissa tra macedoni e albanesi. Tutto potrebbe essere partito da lì.

Intanto stasera alle 18 è attesa una grande folla di persone alla fiaccolata contro la violenza che avrà luogo per le strade del centro di Marghera. Presenti rappresentanti di partiti politici e associazioni, compreso il sindaco Giorgio Orsoni. Ma la stragrande maggioranza dei partecipanti sarà composta da privati cittadini che, con lo slogan "Riprendiamoci la città", vuole dimostrare che Marghera è un'altra cosa rispetto a quello che è successo domenica sera.

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