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Delitto Noventa, chiuse le indagini: accusa di omicidio premeditato per tutti gli indagati

Tutti e 3 i protagonisti dell'indagine accusati di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Manuela Cacco, tabaccaia di Camponogara, deve rispondere anche di stalking

E' stato notificato l'avviso di chiusura indagini ai 3 indagati in merito all'omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego scomparsa tra il 15 e il 16 gennaio scorso. Il suo corpo non è stato più ritrovato: per questo motivo l'ex fidanzato Freddy Sorgato, la sorella di lui, Debora, e Manuela Cacco, amica di Freddy, tabaccaia di Camponogara, dovranno rispondere anche di occultamento di cadavere. Oltre che di omicidio premeditato. La comunicazione venerdì mattina da parte del procuratore Giorgio Falcone, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio per i tre. I quali da indagati passeranno a imputati. L'udienza preliminare si dovrebbe svolgere tra un mese. 

La tabaccaia di Camponogara dovrà anche rispondere del reato di stalking per un periodo di un anno, intercorrente tra settembre 2013 e settembre 2014. Nel mirino presunte telefonate continue e messaggi offensivi. Oltre che pedinamenti e bigliettini lasciati sull'automobile. Atti persecutori derivanti dalla sua relazione con Freddy Sorgato. La ricostruzione dei magistrati sarebbe quella che già ha fatto capolino sulle cronache nei mesi scorsi: Freddy e Isabella avrebbero mangiato una pizza per poi raggiungere l'abitazione di lui. Lì sarebbe stata uccisa a colpi di mazzetta alla testa e soffocata con un sacchetto di plastica (Freddy ha invece parlato di un gioco erotico finito male). 

Sarebbe stata presente anche la sorella, mentre Manuela Cacco sarebbe giunta nella casa di Freddy più tardi. Venendo informata dell'accaduto. Il cadavere non è più stato ritrovato: forse gettato nel Brenta, forse in qualche campagna o cassonetto. Ai 3 viene contestata a tutti la premeditazione, anche alla Cacco. La quale ha sempre dichiarato di non c'entrare nulla con il delitto. E' stata lei a inscenare la famosa "passeggiata" in piazza Insurrezione con il giubbotto della vittima. Con lo scopo di depistare gli investigatori. 
 

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