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Processo Noventa, il giorno della difesa della Cacco: "Lei non sapeva, usata dai Sorgato"

Martedì l'arringa del legale difensore della tabaccaia di Camponogara, Alessandro Menegazzo. Chiesto Si torna in tribunale la settimana prossima, con la difesa di Debora

E'  stata celebrata martedì la quinta udienza del processo per l'omicidio di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio dello scorso anno, della cui uccisione sono accusati i fratelli Freddy e Debora Sorgato e la tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco.

LA QUINTA UDIENZA. Nelle scorse puntate del processo, con rito abbreviato, il pm Giorgio Falcone aveva chiesto 16 anni e 8 mesi per la Cacco e l'ergastolo per il ballerino ex compagno della vittima e per sua sorella. I legali della famiglia e dell'ex marito di Isabella avevano presentato, invece, le richieste risarcitorie. La parola, adesso, è passata alle difese.

LA DIFESA DELLA CACCO. Martedì, in aula, l'avvocato difensore di Manuela Cacco, Alessandro Menegazzo, ha sostenuto che la sua assistita non sarebbe stata a conoscenza degli intenti delittuosi dei fratelli Sorgato, scoperti solo ad omicidio compiuto. Sempre secondo il legale, questi ultimi avrebbero usato la donna, convincendola ad indossare i vestiti di Isabella per mettere in atto la messinscena davanti alle telecamere in centro a Padova. Un dettaglio riemerso durante l'arringa è quello delle presunte minacce ricevute dalla veneziana durante la permanenza nel carcere di Verona: intimidazioni avvenute per interposta persona ma la cui paternità potrebbe essere attribuita a Debora Sorgato.

LE RICHIESTE DELLA DIFESA. Le richieste del difensore per la sua assistita sono state: assoluzione per concorso esterno in omicidio (derubricandolo a favoreggiamento), e assoluzione per l'accusa di stalking (rideterminazione il reato in molestie telefoniche).

LA PROSSIMA UDIENZA. Tra una settimana, il 6 giugno, la parola passerà al legale difensore di Debora Sorgato. 

IL PROCESSO. Nel corso della prima udienza, Freddy Sorgato aveva presentato un manoscritto di cinque pagine, fornendo la sua versione dei fatti sulla notte in cui morì la segretaria di Albignasego. Nella seconda udienza invece, i fratelli e la tabaccaia veneziana non avevano tradito alcuna emozione, ascoltando impassibili la lettura delle oltre 300 pagine di requisitoria. Secondo il pm Falcone il movente dell'omicidio sarebbe la gelosia. Un sentimento che avrebbe spinto Debora Sorgato ad uccidere Isabella, gelosa del rapporto con il fratello, e al tempo stesso preoccupata che la donna si potesse attaccare ai soldi di Freddy. Non solo, a monte ci sarebbe stato anche un sentimento di rabbia per le pene d'amore del fratello. Lo stesso sentimento avrebbe mosso anche Manuela Cacco, gelosa del rapporto tra Freddy (di cui lei era l’amante) e Isabella. Nel corso della terza udienza invece. il pm Giorgio Falcone ha fatto la sua richiesta pene per i tre imputati. Nella quarta udienza, infine, il legale della famiglia Noventa Gian Mario Balduin, ha chiesto 3 milioni e 300mila euro di risarcimento, mentre l'ex marito di Isabella, Piero Gasparini, assisstito dall'avvocato Ernesto De Toni, ne ha chiesti 150mila.

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