menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Mirco Sacher, la vittima

Mirco Sacher, la vittima

Omicidio di Udine, le quindicenni in fuga viste alla stazione di Mestre

Parlano i due giovani che hanno aiutato le fuggitive a salire in treno: "Hanno detto che sembrava di vivere come in un videogame"

Il mistero sull'omicidio di Mirco Sacher, il 66enne pensionato ucciso a Udine domenica scorsa, tocca "di striscio" anche Mestre. Le due 15enni friulane che si sono incolpate dell'assassionio, infatti, secondo il loro racconto, avrebbero lasciato l'auto della vittima all'autogrill di Padova, per poi fare l'autostop. Le due quindi sono arrivate alla stazione di Venezia Mestre, dove hanno chiesto un aiuto a due ragazzi, per pagarsi i biglietti ferroviari.

Quest'ultimi sono stati "scovati" dalla Vita in Diretta, che ha chiesto loro i dettagli di quell'incontro. Anche i due ragazzi, come del resto gli inquirenti, si dimostrano dubbiosi rispetto alla ricostruzione fornita dalle quindicenni: "Ci hanno raccontato che sono scappate di casa in cerca di avventure - ricorda uno degli intervistati - poi ci hanno spiegato tutto l'accaduto. Che sono andati a prendere degli alcolici, hanno mangiato fuori e poi l'uomo ha chiesto di appartarsi in un luogo appartato. Poi che l'hanno ucciso".

L'attenzione si focalizza soprattutto sulle mani delle due quindicenni: "Erano mani fragili, piccole, innocenti - continua l'altro - Di una grandezza tale che neanche avrebbero potuto prendere uno per il collo (le giovani hanno spiegato ai carabinieri di avere strangolato la vittima, ndr). Da quanto ho visto l'uomo era abbastanza grosso, difficile da mettere al tappeto".

Le giovani, secondo i due intervistati, parlavano come se fossero "inconsapevoli di ciò che stavano dicendo. Scherzavano. Un comportamento assurdo". "Si vedeva che qualcosa c'era - commentano i due - Si vedeva che c'era qualcosa che nascondevano, che si vergnognavano a dircelo. Sembravano shockate. Ci raccontavano tutte quelle cose ma bene o male non corrispondono. Hanno detto che hanno acceso l'auto dell'uomo con i fili e che hanno guidato a 150 all'ora. Raccontavano la loro avventura come in preda a una strana euforia e, più di una volta, una delle due ha detto che le era sembrato di vivere come nel videogame GTA”. Si tratta di un gioco elettronico in cui il protagonista scappa in auto, ruba e distrugge tutto quello che gli si para davanti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Bollo auto, prorogata ancora la scadenza del pagamento in Veneto

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento