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Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell'omicidio

Omicidio Silvia Gobbato, 28enne di San Michele uccisa a coltellate

La giovane è stata trovata senza vita a Udine vicino al parco del Cormor, raggiunta da alcuni fendenti. Era una praticante avvocato in città

Stava facendo jogging, ha trovato la morte. Silvia Gobbato, 28 anni, è stata trovata senza vita verso le 13 in un boschetto nelle vicinanze del parco del Cormor di Udine. La giovane è rimasta vittima di un omicidio. Raggiunta da una decina coltellate, non ha potuto difendersi dall'aggressore. Fendenti anche sull'addome e sul dorso. E' stata rinvenuta supina.

Originaria di San Michele al Tagliamento, dove viveva tuttora con i genitori, la ragazza si trovava a Udine per completare il percorso di formazione da avvocato. Prestava la propria opera per lo studio legale Ortis, un avvocato molto conosciuto in città per essersi candidato a primo cittadino nel 2008. Anche la vittima aveva tentato di entrare in politica, candidandosi alle elezioni amministrative 2011 a San Michele al Tagliamento per la lista "Camminiamo Insieme".

La vittima sarebbe stata raggiunta da diverse coltellate. Gli ultimi testimoni ad averla vista avrebbero riferito di averla scorta uscire con un amico in tenuta da jogging. Si tratterebbe del figlio dell'avvocato Ortis, il quale avrebbe dichiarato agli inquirenti di avere a un certo punto perso di vista la ragazza. Aveva il passo più lungo e l'avrebbe distanziata di qualche centinaio di metri, per aspettarla più in là. Poi la decisione di tornare indietro, visto che della giovane non c'era più traccia. A quel punto il ragazzo ha deciso di tornare indietro, imbattendosi in un passante allarmato che ha dichiarato trafelato di avere scoperto un cadavero. Poco più in là, infatti, a una decina di metri dalla strada bianca del parco, Silvia Gobbato. Senza vita. Il suo ritrovamento nel territorio di Plaino, comune di Pagnacco, all’inizio della ippovia che porta a Buja.

Il passante si sarebbe accorto del cellulare della vittima a terra. Poi, chinandosi, avrebbe visto anche le macchie di sangue, finché il suo sguardo non ha incrociato l'orribile scena del corpo senza vita di Silvia Gobbato, trascinata dall'aggressore lontano da occhi indiscreti. Ad ora tutte le piste sono aperte, ma pare improbabile allo stato delle cose un delitto a scopo di rapina.

A giugno la malcapitata aveva sostenuto la prima parte dell'esame di abilitazione per avvocati. Lunedì 7 ottobre sarebbe stata la volta della prova orale. Una prova che la vittima non potrà più portare a termine. Il suo pallino era di aprire uno sportello di consulenze in ambito sanitario, coniugando quindi la propria esperienza in legge con il mondo degli ospedali, conosciuto grazie alla mamma, infermiera all'ospedale di Latisana. La giovane lascia anche il padre, operaio alla Riello, e un fratello.

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