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Omicidio di Venezia: è stato individuato dai carabinieri il fuggitivo testimone del delitto

Si tratta di un veneziano di colore di 30 anni che si trovava vicino a Ivano Gritti quando Ciro Esposito ha sparato i colpi dall'interno dell'abitazione di calle de le Chiovere

I due proiettili sparati dall'interno dell'abitazione da Ciro Esposito forse solo per puro caso non l'hanno raggiunto. Dopo la nostra anticipazione di martedì (DETTAGLI) arriva la conferma che è stata individuata la persona che si trovava vicino a Ivano Gritti, nel momento in cui Ciro Esposito stava premendo il grilletto dall'interno della sua abitazione di calle de le Chiovere a San Polo. Si tratta di una persona descritta da una testimone come di possibili origini africane che, al momento della fuga, indossava una felpa con cappuccio grigia e un cappello da baseball. L'uomo, in verità un veneziano, è stato identificato per un 30enne nato e cresciuto in una famiglia del Lido di Venezia.

Indagini in corso: sono quelli delle rapine ai supermarket?

Fuggitivo individuato

Una residente che verso l'una stava lavorando al computer ha udito distintamente non solo i colpi d'arma da fuoco, ma anche una persona scappare per la calle subito dopo. Era il fuggitivo, individuato non molto tempo dopo dai carabinieri a Sacca Fisola, proprio nell'abitazione della compagna di Ciro Esposito. I militari dell'Arma hanno monitorato tutti i posti in cui poteva essersi rifugiato: l'istinto porta a privilegiare le persone e i luoghi che si conoscono meglio, e Sacca Fisola evidentemente era uno di questi. 

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Testimone oculare

Nelle ore successive il testimone oculare dell'omicidio di San Polo è stato ascoltato dagli inquirenti: a rigor di logica, visto che si trovava a pochi metri da Ivano Gritti, il 47enne raggiunto da un proiettile all'occhio sparato da Ciro Esposito, potrebbe conoscere i motivi per cui la vittima stava urlando e prendendo a calci e pugni la porta dell'arrestato, cercando di entrare, e, al contrario, potrebbe essere a conoscenza anche della ragione per cui il presunto assassino abbia sparato. Di più: se è vero che una delle piste seguite dai carabinieri è quella della banda dei supermarket, dopo le 3 rapine a mano armata che hanno caratterizzato il centro storico nelle ultime settimane, le sue parole potrebbero rivestire un'importanza doppia. Contribuendo a spiegare il legame (non solo d'amicizia) che intercorreva tra Ivano Gritti e Ciro Esposito.

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"Spari a scopo intimidatorio"

Quest'ultimo davanti al magistrato titolare delle indagini martedì mattina, durante un colloquio durato circa un'ora con una pausa per una crisi di pianto, ha dichiarato di aver usato la pistola (una semiautomatica con matricola abrasa) senza sapere chi si trovasse dall'altra parte del portoncino. Avrebbe avuto paura di una possibile aggressione e per questo motivo avrebbe deciso di sparare due colpi a scopo intimidatorio. Ad altezza d'uomo. La convalida dell'arresto è stata fissata per giovedì mattina in Tribunale a Venezia, mentre l'autopsia sulla vittima sarà eseguta nella giornata di venerdì dal medico legale Cristina Mazzarolo. La pistola utilizzata dal presunto assassino sarà inviata al Ris di Parma, che eseguirà anche accertamenti di tipo balistico. Ciro Esposito, vista la situazione in cui si trova, potrebbe decidere di collaborare: se il testimone del delitto, sulle cui parole c'è stretto riserbo da parte degli investigatori, messo alle strette ha deciso di vuotare il sacco, allora la versione fornita inizialmente dal presunto assassino potrebbe cambiare.

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