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Cronaca San Donà di Piave

Si presenta come broker e truffa una onlus friulana: in manette 33enne

Matteo Buriollo, sandonatese, era già stato arrestato 14 mesi fa per una maxitruffa da 135 milioni di euro. Ha riproposto lo stesso schema, ma in dimensioni ridotte. Quattro denunciati

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Devono aver pensato a questo proverbio gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Venezia, quando si sono trovati di fronte all'evidenza che Matteo Buriollo, secondo gli inquirenti "l'ideologo" della truffa da 135 milioni di euro scoperta dalle Fiamme Gialle l'anno scorso, era ancora una volta ricaduto nello stesso reato. Quattordici mesi fa furono arrestate sette persone e ne furono denunciate 117, ora l'arrestato è solo lui, 33enne di San Donà di Piave, accompagnato dalla denuncia di altre quattro persone che l'avrebbero messo in condizione di perpetrare il raggiro.

Buriollo, che fino a ieri sera era sottoposto all'obbligo di firma dopo la condanna a 4 anni e 3 mesi, nelle settimane precedenti attraverso presentazioni e referenze compiacenti si era presentato come broker di una società di leasing a una onlus di Forni di Sopra che si occupa di gestione di strutture alberghiere. I suoi modi hanno indotto il presidente della società a fidarsi e a stipulare un finanziamento con lui che sarebbe poi servito ad acquistare degli arredi. Il 33enne ha quindi chiesto 25mila euro per le "spese d'istruttoria". Pagamento anticipato, altrimenti il finanziamento non sarebbe arrivato. E' a questo punto che le Fiamme Gialle si sono insospettite: la richiesta era contraria ai passaggi burocratici previsti e, soprattutto, era partita da una persona appena condannata in primo grado.


Per il pagamento Buriollo aveva chiesto due assegni senza l'indicazione preventiva dei beneficiari. Poi, naturalmente, i nomi li ha apposti lui: quello di una donna di origine romena e quello di un uomo di Sant'Angelo di Piove di Sacco, nel Padovano, che non aveva nessun legame con l'operazione. Dopodiché il 33enne ha richiesto altri soldi, inviatigli tramite bonifici bancari, l'ultimo dei quali, dell'importo di 5mila 300 euro è stato emesso a favore di una persona di origine calabrese, titolare di una ditta individuale. In precedenza un altro bonifico era arrivato a un cittadino tunisino titolare di un'azienda a Sesto Calende, nel Varesotto. I "proprietari" dei conti correnti "messi a disposizione" di Matteo Buriollo sono stati denunciati per concorso in truffa. I soldi, una volta notificati, venivano subito fatti sparire.

Buriollo era "sfuggente" anche con il cellulare: per condurre la trattativa avrebbe usato un'utenza già utilizzata nell'operazione Caterpillar e un'altra intestata a una persona inesistente. Dopo che la società di leasing "messa in mezzo" ha disconosciuto ogni operazione del genere, sono scattate le manette. Da ieri sera il 33enne si trova nel carcere di Santa Maria Maggiore.

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