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Cronaca San Marco / Piazza San Marco

Operai Vinyls sul campanile di San Marco: "Devono portarci via a forza"

Quattro dipendenti dello stabilimento di Marghera questo pomeriggio sono saliti con l'intenzione di rimanere a 50 metri da terra: "Non vediamo un soldo da cinque mesi, non ci arrendiamo"

"Devono portarci via a forza, non ce ne andiamo di qui". Lo dice chiaramente Nicoletta Zago, dipendente della Vinyls di Porto Marghera. Lo afferma in cima al campanile di San Marco, a cinquanta metri di altezza, dove è salita con altri tre colleghi. A differenza delle decine di turisti che aveva accanto, lei ci è salita per restarci. "Siamo stanchi di essere presi in giro - dichiara - è dal 2009 che siamo in cassa integrazione. Sono cinque mesi che non vediamo un soldo".
 

I quattro manifestanti si sono mimetizzati tra la folla, hanno pagato il biglietto per salire e poi hanno annunciato di voler rimanere lì. Nessun sacco a pelo, neanche una coperta. Solo un maglioncino un po' più pesante e una bottiglietta d'acqua. Alle 18.20 è stato srotolato lo striscione: "Vinyls vergogna". "Le istituzioni ci spieghino se senza essere pagati per cinque mesi riuscirebbero a mandare avanti le loro famiglie - afferma Nicoletta Zago - Chiediamo un incontro col prefetto. Vogliamo delle spiegazioni, qualcuno ci deve spiegare perché dobbiamo vivere senza soldi".

La loro comunque si prospetta una forma di protesta non violenta: "Non intendiamo creare confusione o mettere in pericolo nessuno - continua la manifestante - Ma sono cinque mesi che non prendiamo la cassa integrazione e solo ieri i commissari ci hanno detto che se andrà in porto la trattativa con l'Oleificio Medio Piave forse a novembre arrivano i soldi. Viviamo senza certezze e siamo stanchi. Il campanile di San Marco è chiamato il 'paron' di Venezia, come 'paroni' sono stati i commissari dello stabilimento che ci hanno portato fino a questo punto. E' saltato l'incontro col ministero, ora chiediamo alle istituzioni locali di ascoltarci".

L'impianto di Porto Marghera è infatti al centro di colloqui per riuscire a trovare un acquirente. Dopo l'interessamento di una cordata brasiliana, poi caduto, rimane sul piatto la trattativa con la ditta trevigiana, su cui però non c'è ancora nulla di definito, secondo i quattro lavoratori. La certezza in questo momento è solo una per i manifestanti: "Non ce ne andremo di qui finché qualcuno non ci darà delle risposte - conclude Nicoletta Zago - il nostro motto è 'arrendersi mai'".

 

 

Non è la prima volta che i quattro si rendono protagonisti di proteste eclatanti. Proprio Nicoletta Zago partecipò nel gennaio scorso all'occupazione pacifica di una stanza della Chiesa della Salute, salì due volte sulla torre dello stabilimento e attuo con alcuni colleghi uno sciopero della fame per sollecitare una soluzione positiva per l'azienda di Marghera.

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