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Paura alla Fincantieri, operaio sale sul tetto e minaccia di buttarsi

Il lavoratore lamenterebbe il mancato pagamento delle ultime mensilità. L'allerta è scattata verso mezzogiorno di martedì. Polizia sul posto

E' salito sopra la portineria della Fincantieri e ha minacciato di buttarsi giù per circa due ore e mezzo. Preoccupazione poco dopo mezzogiorno di martedì nello stabilimento di Porto Marghera per le sorti di un ex dipendente di una ditta in subappalto che si occupa di impiantistica. A quanto pare il lavoratore di Marghera, 44 anni, si sarebbe dimesso a fine aprile ma dall'azienda non avrebbe percepito gli ultimi tre mesi di mensilità. Gli verrebbe contestato il mancato preavviso a termini di legge. A un certo punto l'operaio, che aveva lavorato sulla Viking Star, la nave da crociera varata poche settimane fa, ha raggiunto il tetto dell'edificio che si trova subito dopo l'ingresso della Fincantieri e ha dichiarato di volersi lasciare cadere da un'altezza di circa cinque metri. Martedì mattina avrebbe dovuto avere un colloquio con le rappresentanze sindacali per spiegare la propria situazione. A un certo punto, però, è sparito nel nulla in pochi secondi "riemergendo" sul tetto della portineria.

La struttura ha un piano terra e un primo piano, dopodiché un tetto orizzontale dove oltre al manifestante si sono "arrampicati" anche alcuni uomini della Digos. I quali hanno cercato di indurre l'uomo a ritornare sui propri passi assieme a un delegato sindacale. A quanto pare, ma gli accertamenti sono ancora all'inizio, alla base della protesta ci sarebbe appunto il presunto mancato rispetto del trattamento di fine rapporto, dopo le dimissioni dell'addetto. Contestato anche il possibile pagamento "fasullo" di alcune mensilità attraverso l'utilizzo di statini e buste paga false. Tutte accuse da dimostrare, naturalmente. E secondo i primi accertamenti della Fincantieri per ora non sarebbe saltato fuori nulla di illecito. 

Il manifestante ha chiesto a gran voce di poter parlare con i giornalisti per raccontare la propria storia, in modo da ottenere la maggiore copertura mediatica possibile. Naturalmente, visto il tipo di iniziativa che ha preso, le forze dell'ordine e la direzione dello stabilimento non sono state dello stesso parere. Alla fine, verso le 14.30, l'operaio è sceso e ha messo i piedi a terra. Sul posto polizia e vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza la zona. "Questo episodio conferma la polveriera che si è venuta a creare con le aziende in subappalto alla Fincantieri", commenta Luca Trevisan della Fiom.


Le sue parole: "Il 90% qua è in subappalto. Gente a tre euro, gente a quattro euro. Gente che prende 1000 euro e che deve restituire 300. Il presidente lo mettono i cittadini. Renzi? Chi lo conosce? Il governo? I miei fratelli, i miei compagni non hanno votato Renzi. Guardate gli operai, e non solo. Come siamo ridotti, come siamo divisi tra italiani ed extracomunitari. Per interesse. E all'interno dell'azienda controllano tutto a modo loro. Non c'è nemmeno una busta paga firmata da un datore di lavoro e non da me. Ma continuano a metterci contro gli immigrati: Africa, Asia. Se stanno migrando, è perchè a loro è stato tolto qualcosa prima mentre a noi ora. Quando ci hanno diviso non siamo più nulla. Io ho un bambino. Cosa posso fare per mio figlio se non dare tutto me stesso?".

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