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Operaio morto nel cantiere, tre condannati per omicidio colposo. Risarcimento a moglie e figli

La vicenda risale al 2008: un 48enne albanese fu schiacciato e ucciso da un muro crollato all'improvviso. Una quarta persona è stata assolta, provvisionale da 100mila euro

Tre condanne in primo grado al tribunale di Venezia nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili della morte di Mustafà Meco, operaio albanese che perse la vita mentre era al lavoro in un cantiere edile a Maerne di Martellago. Per tutti loro l'accusa è di omicidio colposo. Un quarto imputato è stato invece assolto, così come richiesto dal Pm. L'episodio risale al luglio del 2008: l'uomo, regolare in Italia e residente a Zero Branco, fu sorpreso dal crollo di un muro che cadendo si abbattè su di lui, schiacciandolo.

Provvisionale di 100mila euro

Condanne in concorso a 10 mesi ciascuno per A.V. di Conselve (Padova), A.P. di Martellago, F.R. di Preganziol (Treviso), coinvolti a vario titolo nella vicenda in quanto titolari e responsabili delle due ditte operanti nel cantiere. Stabilito anche un risarcimento - da quantificare in sede civile - nei confronti della famiglia della vittima. Intanto è stato disposto il pagamento di una provvisionale di 50mila euro per la moglie e 25mila euro ciascuno per i due figli. Nessuna responsabilità è stata rilevata nei confronti del quarto imputato, D.F., di Martellago.

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