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Tragedia a Marghera, ucciso dalla lastra di ferro che stava tagliando

L'incidente sul lavoro giovedì mattina nello stabilimento CNV di via Moranzani. Perde la vita Remo Di Lete, 77 anni, dipendente di una ditta esterna. Altro grave episodio poco dopo a Oriago di Mira

Tragico incidente sul lavoro giovedì mattina all'interno dello stabilimento C.N.V., Costruzioni Navali Venete, in via Moranzani a Marghera. Un lavoratore di una ditta esterna con sede principale a Rubano, nel Padovano, ha perso la vita mentre era intento a tagliare una grossa lastra di metallo. L'azienda euganea è infatti specializzata nel recupero di materiali ferrosi, dunque i suoi dipendenti erano intenti a portare a termine un intervento nello stabilimento. L'anziano faceva parte di una sede locale dell'azienda in via del Lavoro a Dolo e aveva raggiunto lo stabilimento di Fusina assieme a un collega. Fuori al momento dei rilievi delle forze dell'ordine ancora la sua auto, con guanti da lavoro e alcuni piccoli attrezzi del mestiere.

Qualcosa è andato storto, per cause ancora al vaglio degli ispettori dello Spisal dell'Ulss12, intervenuti sul posto subito dopo. L'operaio sarebbe stato colpito alla schiena dalla lastra, perdendo la vita sul posto. Inutile l'immediato allarme lanciato da chi ha assistito agli attimi immediatamente successivi alla tragedia: i sanitari del 118 sono intervenuti con un'ambulanza, assieme alle volanti del commissariato locale. Ma per il lavoratore non c'è stato nulla da fare: si tratta di Remo Di Lete, 77enne di Mira. Un'età avanzata su cui stanno concentrando l'attenzione Spisal e forze dell'ordine. Non ci sarebbe alcun testimone oculare della tragedia. I due operai erano intenti a smantellare un pontone galleggiante da 15 quintali all'interno della C.N.V. La vittima si stava occupando del taglio della grossa lastra metallica, mentre l'altro lavoratore stava manovrando le macchine operatrici. All'esterno il camion su cui poi avrebbe dovuto essere trasferito il materiale. A un certo punto è stato udito un grosso tonfo, ma non è qualcosa di così raro durante fasi del genere. L'allarme è scattato nel momento in cui il 77enne non è più stato visibile nel luogo delle operazioni. Il collega è quindi andato a controllare e ha scoperto ciò che era successo. Al vaglio oltre la posizione lavorativa del deceduto, anche il rispetto delle norme di sicurezza. Come da prassi. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. L'area dell'incidente è stata sottoposta a sequestro per ulteriori indagini.

La mattinata è stata caratterizzata anche da un altro incidente sul lavoro piuttosto preoccupante. L'impresario di una ditta edile individuale, infatti, è caduto a terra dopo essere volato da un'altezza di diversi metri poco prima delle 9. Stava effettuando un sopralluogo sul tetto di un edificio di via Vasto a Oriago di Mira. Sul posto è intervenuta l'automedica del 118 e anche un'ambulanza. I sanitari hanno poi chiesto l'intervento dell'elicottero, viste le condizioni del ferito, trasportato d'urgenza all'ospedale dell'Angelo di Mestre dove è stato sottoposto ad accertamenti. Per lui, 74enne di Mirano, un grave trauma toracico oltre a diverse sospette fratture. E' stato necessario intubarlo. Nel nosocomio mestrino è stato attivato l'apposito "trauma team", che entra in gioco nei casi in cui sia necessario fornire le prime cure a pazienti protagonisti di disavventure di questo tipo.

REAZIONI - I due tragici episodi hanno riportato alla ribalta il tema della sicurezza sul lavoro: "Chiediamo una mobilitazione, ci auguriamo unitaria, di tutte le forze sindacali - dichiara Gerardo Colamarco, segretario generale della Uil Veneto - Ci sono moltissimi elementi sul tavolo: l'età dei due lavoratori coinvolti, entrambi ultrasettantenni. Sono certo che fossero persone prudenti e con grandissima esperienza, ma erano sicuramente alle prese con situazioni che richiedono molta lucidità. Non possiamo poi non notare una escalation degli incidenti negli ultimi mesi: da una parte è un segnale che si sta pian piano uscendo dalla crisi, che ci sia più lavoro. Ma questo non può giustificare un calo dell'attenzione riguardo le norme sulla sicurezza: una commessa in più non può tradursi in una morte bianca". Proprio mercoledì Cgil, Cisl e Uil Veneto avevano chiesto al presidente del Veneto Luca Zaia un incontro, il primo dopo le elezioni della scorsa primavera, per affrontare le varie questioni sul tappeto. "Chiederò - conclude Colamarco - che al primo posto della discussione venga posto il tema della sicurezza sul lavoro".

TAVOLO IN PREFETTURA - Il Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, ha convocato per giovedì prossimo un’apposita riunione con i Direttori provinciali della Direzione Territoriale del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL, degli SPISAL, nonché con il Comandante provinciale dei vigili del fuoco e i vertici delle forze dell’ordine, "allo scopo - si legge in una nota - di esaminare la problematica, nonché definire, in un quadro di leale collaborazione interistituzionale, ogni iniziativa utile ad arginare il predetto fenomeno, a tutela dell’incolumità e della salute dei lavoratori".

CGIL - Un commento arriva anche da Enrico Piron, segretario Cgil Venezia: "Siamo esterefatti dal continuo rincorrersi di incidenti sul lavoro. I due episodi che sono accaduti oggi nella nostra provincia danno la misura di come il lavoro sia sempre più precarizzato, insicuro e in balia del mercato del sommerso, del nero e del grigio, degli appalti al massimo ribasso. Si aprono ancora una volta una serie interrogativi ai quali la Cgil chiede da sempre chiarezza alle istituzioni e alla politica. Perchè due ultra-settantenni si trovavano ancora nei cantieri? È conciliabile la sicurezza con personale di questa età? Esisteva un piano di sicurezza? I lavoratori erano dotati di tutte le attrezzature? È possibile ipotizzare che la pensione che percepivano non bastasse? Si può finalmente mettere mano alla farraginosa procedura degli appalti e alle cascate che ne sono conseguenza?".

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