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Colpito dal getto di una pompa, operaio muore al Petrolchimico

La tragedia martedì mattina nello stabilimento di Porto Marghera. Un lavoratore di 53 anni dipendente di una ditta in appalto ha perso la vita

Tragico incidente sul lavoro martedì mattina al Petrolchimico di Porto Marghera. Un lavoratore di 53 anni di origini albanesi, Kozdhima Spiro, residente ormai da una decina d'anni a Favaro Veneto, ha perso la vita dopo essere stato colpito dal getto di una pompa idraulica a cento atmosfere. Inutile l'intervento di ambulanza e automedica. I primi soccorsi sono stati portati dal responsabile sanitario dello stabilimento, subito dopo che i due colleghi dell'operaio avevano lanciato l'allarme. Immediatamente.

Lo sventurato era dipendente da tempo di una ditta esterna, la Sirai srl, che lavora in appalto all'interno del Petrolchimico: la vittima, deceduta nella zona del cracking nonostante i prolungati tentativi di rianimazione dei medici, sembra fosse intenta a lavare alcuni grandi serbatoio con delle pompe ad alta pressione. Macchinari potentissimi. Per cause al vaglio dello Spisal dell'Ulss 12, a un certo punto il getto da cento atmosfere avrebbe raggiunto tra il petto e il fianco l'operaio, esperto nel suo campo, causando traumi purtroppo fatali. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Mestre e del Nucleo Ispettorato del Lavoro per ricostruire la dinamica della tragedia. Sul fronte dei contratti con la ditta in appalto non sono state ravvisate irregolarità. Ma gli accertamenti continuano per capire come mai a un certo punto l'idropulitrice industriale in funzione a un certo punto abbia raggiunto col proprio devastante getto la vittima.


"L’area imprese è stata immediatamente recintata per consentire alle forze dell’ordine e agli enti preposti di ricostruire la dinamica dell’incidente, le cui cause sono in corso di accertamento - dichiara il gruppo Eni - Versalis garantisce la più ampia collaborazione con l’autorità giudiziaria ed esprime il proprio cordoglio ai familiari e colleghi della vittima". Cordoglio che in mattinata è stato espresso anche dal sindaco Luigi Brugnaro: “Esprimo la mia vicinanza e il mio cordoglio ai familiari della vittima e ai colleghi di fabbrica colpiti dal tragico fatto accaduto questa mattina al Petrolchimico di Porto Marghera - ha affermato  - A tutti loro vadano le mie più sentite condoglianze, unite a quelle della città che rappresento”.


I sindacati hanno proclamato un'ora di sciopero mercoledì per tutti i lavoratori del Petrolchimico. "Non più tardi di un paio di mesi fa le organizzazioni sindacali di categoria avevano richiamato l'attenzione del prefetto di Venezia sui continui cambi di appalto nel perimetro del petrolchimico e della raffineria di Venezia, sottolineando la pericolosità di logiche al continuo ribasso sull'aggiudicazione degli appalti, che trovano facile strada nel ridurre le tutele per quanto riguarda la sicurezza e l'ambiente dei lavoratori - dichiarano in una nota unitaria la Filctem Cgil, la Femca Cisl e la Uiltec Uil di Venezia e il coordinamento RSU del Petrolchimico - Tutto questo anche a causa della mancanza di un protocollo che obblighi le parti al vincolo della clausola sociale, costringendo le aziende subentranti a farsi carico del personale occupato presso le imprese che hanno perso l'appalto. C'è un sistema che non funziona del tutto, che non permette un efficace prevenzione e controllo nel mondo degli appalti. Più volte - continuano - abbiamo sollecitato il gruppo Eni e le principali aziende di appalti a sedersi a un tavolo e trovare nuove regole che finalmente tutelino a pieno i lavoratori attraverso azioni di prevenzione, attraverso piani formativi, attraverso il controllo della spesa nei bilanci aziendali sotto la voce sicurezza e ambiente".


"Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del lavoratore ma anche a tutti suoi colleghi testimoni di questa tragedia - ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia - Non si può nel 2015 morire ancora sul lavoro, non è più possibile e tollerabile che le cronache continuino a registrare ogni giorno morti bianche. E' necessaria una presa di coscienza collettiva, della politica, delle amministrazioni, nonchè delle parti datoriali affinché questa piaga, che non si risolve con speculazione politiche, venga definitivamente cancellata".

"Morire di lavoro è qualcosa di incredibile, tragico e pazzesco in una società come la nostra - dichiara il deputato Pd Davide Zoggia - Non dovrebbe accadere mai. Purtroppo ci si dimentica molto spesso delle difficili condizioni in cui operano molti lavoratori. Al di là delle dinamiche che verranno accertate dalle autorità competenti, io credo che da tempo a Marghera, al Petrolchimico, in tutta l'area industriale non si faccia il punto sulle condizioni in cui operano i lavoratori. Serve con urgenza assieme ai sindacati e alle associazioni imprenditoriali, un tavolo per capire cosa sta accadendo in questi luoghi, non bisogna lasciare solo il sindacato in questi momenti. Il mio pensiero va alla famiglia".

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