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Operaio muore d'amianto, gli eredi del suo capo dovranno risarcirlo

La società non esiste più, i figli di Alessandro Di Ciò (morto nel 1993) sarebbero gli unici a cui poter chiedere i danni. L'operaio morì nel 2009

La famiglia di un operaio morto d’amianto cinque anni fa, sarò risarcita con un indennizzo piuttosto ingente. Fin qui, nulla di strano. A fare notizia è il fatto che a dover risarcire questa famiglia saranno gli eredi del l'ex Provveditore al Porto di Venezia, Alessandro Di Ciò, ucciso nel 1993 per un’altra brutta storia. Come riporta Il Gazzettino, infatti, l’uomo ha dedicato una vita all’alluminio e negli anni ’80 era stato presidente della Sava ed è per questa carica che ora vengono chiamati in causa i suoi eredi.

All’operaio morto era stato riscontrato un mesotelioma pleurico, il cancro dell’amianto. I forni per la lavorazione del metallo erano infatti coibentati con l’amianto, molti lavoratori hanno dunque subìto sulla loro pelle gli effetti negativi di questo agente cancerogeno. Questo cancro ha un’incubazione che viaggia sui 30 anni, ecco perché per risalire alle responsabilità è stato necessario tornare agli anni Ottanta.

Ora tutto però ricade sulle spalle dei figli di Di Ciò, che ereditano ogni aspetto dei genitori. La Sava non esiste più, infatti, e loro pare siano gli unici chiamati a rispondere per la morte dell’operaio. Una notifica del procedimento nei loro confronti partirà come da prassi nei prossimi giorni: l’ammontare dell’indennizzo non è ancora stato quantificato ma si parla di centinaia di migliaia di euro. A stabilirlo sarà il Tribunale di Venezia.

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