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Orario cadenzato dei treni, anche macchinisti e capitreno in sciopero

L'Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base ha proclamato la protesta per il 14 e il 15 di dicembre, con l'entrata in vigore del cadenzamento

Continuano le proteste contro l'orario cadenzato dei treni che entrerà in vigore a partire dalla terza settimana di dicembre. Dopo le critiche dei pendolari, che lamentano un servizio già pieno di buchi e con orari che impediscono ai turnisti di arrivare in orario al lavoro, è la volta dell'Orsa, l'Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base, che come riporta la Nuova Venezia ha proclamato uno sciopero dalle 21 del 14 fino alle 20.59 del 15 dicembre.

ORARI E GARE – La decisione di macchinisti e capitreno di incrociare le braccia arriva dopo i numerosi incontri con l'assessore regionale dei Trasporti Renato Chisso, l'ultimo dei quali è avvenuto martedì e ha visto partecipare il segretario confederale dell’Orsa del Veneto, Ezio Ordigoni, e i segretari di Venezia, Nicola Spolaor, e di Verona, Nereo Malacrida. Chisso ha risposto alle preoccupazioni dei sindacati sostenendo che, in caso il cadenzamento si riveli inefficace, si procederà con una gara d'appalto. L'ipotesi non sembra essere però molto benvista dai sindacati, che chiedono invece l’impiego di un’adeguata flotta di materiale rotabile ed una corretta utilizzazioni del personale per evitare soppressioni e problemi. L'Orsa contesta inoltre l'Ivu, il software che elabora i turni individuali del personale mobile, e venerdì mattina ha nuovamente parlato con Chisso di trasporto locale e interscambio tra mezzi su ruote e treni.

DA QUARTO – Al coro delle proteste si è unita anche il sindaco di Quarto d'Altino, Silvia Conte, da sempre molto attiva sul tema. Il primo cittadino insiste nel puntare il dito contro la scarsa comunicazione tra ferrovie ed enti locali, dato che nello stilare il nuovo tabellario delle corse regionali Trenitalia non sembra essersi preoccupata di ascoltare le necessità dei Comuni. Stesso discorso, ribadisce Conte, si può fare per le aziende di trasporto locale, che in molte città dovranno rivedere orari e coincidenze per adeguarsi al cadenzamento. I buchi nel servizio ferroviario, infine, dimostrano che ancora una volta in Veneto si rifiuta di pagare di più per pulire le carrozze drante la notte, quando non il fermo infastidirebbe nessuno. Eppure, specifica il sindaco, in Lombardia si fa già così.

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