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Orario cadenzato dei treni, due giorni di protesta dei pendolari

Assieme ai lavoratori anche i sindaci dei Comuni che sorgono lungo la tratta Venezia-Trieste e che lamentano il loro scarso coinvolgimento

Due giorni per dire no all'orario cadenzato. Lunedì i pendolari della tratta Venezia-Trieste si sono dati appuntamento ai binari di Ceggia, San Donà di Piave, Quarto d’Altino, Marcon Porta Est e Mestre, per salire a bordo del regionale 11034 e protestare contro i nuovi orari decisi dal trasporto ferroviario, orari tenuti nascosti fino all'ultimo (malamente, in realtà, visto che sono “trapelati” sul sito delle ferrovie tedesche. Non esattamente Wikileaks) e stabiliti senza chiedere l'opinione di chi, a bordo di quei treni, ci passa tutte le mattinate. Martedì, poi, come riportano i quotidiani locali, secondo giorno di manifestazioni, con una marcia fino a palazzo Balbi per chiedere spiegazioni a chi di dovere.

I GIORNI DELLA RABBIA – Legambiente è la promotrice delle proteste di lunedì, iniziate alle 7.53 del mattino quando i primi manifestanti sono saliti a bordo del treno partito da Ceggia. Ai primi attivisti si sono aggiunti mano a amano i pendolari che salivano a bordo del convoglio lungo le varie fermate, e assieme a loro anche i vari sindaci e assessori dei comuni interessati, anch'essi furibondi per non aver avuto alcuna voce in capitolo al momento della scelta del cadenzamento, e questo nonostante da tempo fossero proprio i primi cittadini a “mettere la faccia” per far sentire il malcontento dei propri turnisti. A Mestre, tappa finale della “Pendolaria” di Legambiente, i manifestanti hanno raggiunto la sede della Fiab di Mestre, in via Col di Lana, e hanno illustrato il “Manifesto dei pendolari”, con la critica spietata dell'orario cadenzato, dell’assenza di integrazione tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, dell’abbandono del servizio nelle fasce sociali, e dell'eliminazione del sistema ferroviario metropolitano regionale.

VERSO PALAZZO BALBI – Martedì è la volta del Comitato dei pendolari di Quarto d'Altino, che ha organizzato una marcia dalla stazione Santa Lucia di Venezia fino all'ufficio dell'assessore regionale Renato Chisso. Alle 14 i manifestanti si raduneranno a pochi passi dal ponte degli Scalzi, e con loro ancora una volta ci saranno i sindaci e gli amministratori di tutti i Comuni interessati, preoccupati dal nuovo orario che qualcuno definisce “peggio del previsto”. Da lunedì a venerdì sulla Portogruaro-Venezia ci sarebbero infatti 40 corse, ma 14 fermano a Mestre, comprese quelle con partenza da Porto alle 19,38 e 20,38 ed arrivo a Mestre alle 20,36 e 21,36. E quello di Portogruaro è solo il primo esempio, stando ai primi cittadini di San Donà, Quarto d'Altino, Marcon, Casale e Fossalta, infatti, alcune professioni con il cadenzamento sarebbero ora a rischio di licenziamento, e la cosa appare particolarmente vera per i comparti di turismo, pulizia, vigilanza e ristorazione. Paradossalmente, neppure i dipendenti delle ferrovie sarebbero “al sicuro”: anche qui infatti si minacciano esuberi e spostamenti coatti per ben 40 lavoratori. Le proteste comunque non si fermeranno a martedì: domenica 15 dicembre, quando entrerà in vigore il cadenzamento, ci sarà sciopero generale e anche per il giorno seguente si prevedono blocchi e manifestazioni.

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