Cronaca Santa Croce / Piazzale Roma

"Orario cadenzato anche per i vaporetti", ecco la proposta Actv

La ditta di trasporti pubblici pensa di ridurre le corse negli orari "morti" per coprire con maggiore efficienza le fasce "calde" della giornata

Orari “cadenzati” anche in laguna: dopo i treni regionali, che tante polemiche hanno già sollevato, ora tocca anche ai vaporetti il difficile compito di trovare una soluzione alternativa per garantire il servizio pubblico. Come riporta la Nuova Venezia, adesso Actv starebbe pensando ad una nuova strategia (che poi, come accennato, è la stessa già adottata da Trenitalia): ridurre le corse negli orari “morti” per coprire con maggiore efficienza le fasce “calde” della giornata.

I DETTAGLI – Per ora si tratta solo di una “proposta”, come specificano i dirigenti Actv, ma è già stata pensata nei dettagli: la cosa più importante da sottolineare è che il cadenzamento non riguarderà il Canal Grande, ma solo le linee del Giracittà, quindi 4.1, 4.2, 5.1, 5.2, 6 e 3. Si prevede quindi il rinforzo della linea 6, che salperà anche nei giorni festivi, una riduzione dei suoi tempi di percorrenza da Lido a piazzale Roma da 33 a 29 minuti; La linea 5.1 invece fermerebbe anche a Spirito Santo e San Basilio, con inoltre il prolungamento dell’orario con l’Ospedale e Fondamente Nuove dalle 20.30 attuali a mezzanotte e mezza. Per la la linea 3 si avrà una frequenza aumentata negli orari di punta, con un battello ogni 15 minuti, e resterà in servizio fino alle 19.20. Infine, la 4.1 passa da 20 a 30 minuti di attesa, con un aumento delle corse, come per la linea 5.1 e 5.2 negli orari di punta. In soldoni si parla di una riduzione delle corse durante il 35 per cento della giornata.

LE REAZIONI – Com'era facile immaginare sindacati e pendolari sono già pronti a dare battaglia: già solo la parola “cadenzamento”, infatti, ha suscitato non poca perplessità e diffidenza, dopo le tante contestazioni avvenute in ambito ferroviario. Actv, dal canto suo, è lapidaria: se non si farà così, spiegano dalla società di trasporti, bisognerà lasciare tutto com'è ora, ma questo comporterebbe l'eliminazione definitiva della fermata di Santa Marta per la linea 5 e di quelle di San Pietro di Castello, Sant’Elena e Zitelle per la 4. Inoltre non sarebbe possibile operare rinforzi nelle linee per l'ospedale e nelle fasce orarie più impegnative.

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