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Picchia a sangue e umilia da anni la moglie e i figli: "orco" finisce in manette a Mira

Le indagini hanno fatto luce su un quadro di soprusi e violenze anche psicologiche: pestaggi e cure mediche si ripetevano giorno dopo giorno per la donna e per i 4 figli della coppia

Umiliata e picchiata in più di un'occasione e costretta in una situazione psicologica tale da evitare di denunciare il suo aguzzino. L'incubo si è concluso solo con l'intervento dei carabinieri della tenenza di Mira, che mercoledì sera hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere un 53enne tunisino residente nel paese della Riviera del Brenta. L'uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e abuso di mezzi di correzione e disciplina. Nel mirino della Procura sono infatti finiti non solo i presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, affetta da una grave patologia, ma anche ai danni dei quattro figli della coppia: uno 19enne, gli altri di 9, 13 e 14 anni. 

Il primo intervento nel giorno di Santo Stefano

Le indagini scattano nel corso del giorno di Santo Stefano, un mese e mezzo fa. I carabinieri intervengono nell'abitazione mirese dopo alcune segnalazioni dei vicini che parlano di urla e di richieste d'aiuto. Era il figlio più grande che, rientrato in casa per salvare la madre dalle ire del 53enne, era stato picchiato selvaggiamente. Tanto da vomitare a causa di un pugno allo stomaco sferrato dal padre, che aveva colpito il giovane anche con un calcio in faccia. La madre nel frattempo era fuggita con gli altri figli, per evitare guai peggiori. Un giogo da cui era difficile uscire: la donna è stata infatti convinta a presentare denuncia, ma poi l'ha ritirata dopo pochi giorni.

Indagini dei carabinieri

I militari dell'Arma, però, hanno deciso di vederci chiaro e hanno ricostruito lo scenario famigliare che si nascondeva tra quelle quattro mura. I residenti del circondario e i conoscenti della coppia, oltre che le insegnanti dei ragazzi e i referti medici, hanno via via confermato un preoccupante quadro di violenze domestiche che a quanto pare durava da anni, addirittura dal 2008. 

Soprusi sulla moglie malata e sui figli

Ma i soprusi non avrebbero risparmiato nemmeno i 3 figli minori della coppia, a volte picchiati e offesi, altre ancora "annullati dal punto di vista umano", recita una nota dei carabinieri: è il caso dell'unica figlia femmina, costretta a sopportare maggiori privazioni per il solo fatto di non essere un maschio. Sulla base della documentazione presentata dai carabinieri all'autorità giudiziaria, è quindi stato emesso un provvedimento cautelare nei confronti dell'uomo, che mercoledì è stato trasferito al carcere di Santa Maria Maggiore. Lì nei prossimi giorni sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia. 
 

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