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Ordigni bellici nel cantiere del Mose: off-limits un'area di un chilometro di diametro

Operazione in grande stile di esercito, forze dell'ordine, capitaneria di porto, personale sanitario: il ritrovamento nei pressi di forte San Felice, tra Sottomarina e Ca' Roman

Tutti schierati in laguna mercoledì mattina per le operazioni di rimozione di due residuati bellici ritrovati nell'area dei cantieri del Mose, nei pressi di forte San Felice, tra Ca' Roman e Sottomarina. La rimozione degli oggetti pericolosi era stata disposta nei giorni scorsi e programmata a partire dalle 11 del 5 ottobre, con durata prevista di due ore: sul posto si sono portati uomini dell'esercito, della capitaneria di porto, polizia, carabinieri e personale sanitario.

Per l'occasione la guardia costiera ha emanato un'ordinanza per la necessità di prevenire eventuali incidenti e "a salvaguardia della sicurezza della navigazione e della pubblica incolumità". Le operazioni di recupero, spostamento e successivo brillamento degli ordigni sono avvenute tramite mezzo nautico del nucleo S.D.A.I. (sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Ancona, assistito da un ulteriore natante segnalato con lampeggiante blu e altre unità appartenenti alle forze dell’ordine.

Dalle 11 alle 13, di conseguenza, nell'area interessata le imbarcazioni devono procedere alla minima velocità necessaria per la manovra di governo, comunque tale da non creare movimenti ondosi che disturbino le operazioni. Inoltre durante le operazioni di brillamento lo specchio acqueo di forma circolare e raggio di 500 è interdetto a navigazione, sosta, ancoraggio ed esercizio di qualsiasi attività di pesca, immersioni o mestiere marittimo.

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