Continuano a spuntare "ricordi" della guerra: 5 ordigni bellici fatti saltare nel Veneto orientale

Scelta un'area tra Jesolo e San Donà per le operazioni di brillamento, avvenute tra il 29 e il 31 maggio. Zone interdette, ampio dispiegamento di forze per garantire la sicurezza

Sono ben cinque gli ordigni bellici a presunto caricamento speciale, tutti risalenti all'ultimo conflitto mondiale, trovati negli ultimi tempi tra Jesolo, Fossalta di Piave, Musile e San Donà. A occuparsene è stato il centro tecnico logistico interforze NBC di Civitavecchia, come disposto dalla prefettura di Venezia. Le attività di bonifica sono avvenute nelle giornate del 29, 30 e 31 maggio.

Bombe portate in campagna

Per l'occasione il viceprefetto vicario ha emesso un'ordinanza sulle attività da svolgere. Alle 8.30 di ciascuna giornata è iniziato il trasferimento dal luogo di ritrovamento al sito individuato per il disinnesco (un'area rurale tra via Peruch, via Armellina e via Caposile del comune di San Donà di Piave e via Francescata a Jesolo). Le operazioni di brillamento si sono svolte dalle 10.30 alle 13.30.

Aree interdette

Le operazioni sono state dirette dal 3° Reggimento Guastatori di Udine. Il Comune di San Donà ha interdetto gli accessi all'area di inertizzazione e fatto presidiare l'area limitrofa per evitare l'accesso a persone e autoveicoli. E' stato acquisito il Notam per l'interdizione al volo in tutta l'area interessata dalle operazioni. Il Comune di Jesolo ha garantito la vigilanza sulla via Francescata e contribuito al presidio dell'area interdetta. Durante lo svolgimento delle operazioni di caricamento e trasporto degli ordigni, inoltre, è stato attivato un punto di assistenza sanitaria della Croce Rossa Militare con un'ambulanza con medico, infermiere e autista. Il tutto in contatto con il Suem 118.

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Posto di comando in una ex scuola

Il Comando provinciale dei vigili del fuoco ha provveduto ad assicurare l'intervento di un Nucleo NBCR, e a mettere a disposizione un contenitore con 300 litri d'acqua e un'autobotte, per le attività di decontaminazione, trattandosi di ordigni a presunto brillamento speciale (con gas). L'intera attività è stata coordinata dalla prefettura, con l'attivazione di un posto di comando nella ex scuola Chiesanuova a San Donà.

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