Didattica a distanza per le superiori da mercoledì. L'appello al Governo: «Si rivedano i provvedimenti»

Il governatore Zaia ha introdotto oggi una nuova ordinanza, mirata in particolar modo all'organizzazione delle attività scolastiche in presenza e a distanza (al 75%)

Autobus affollato

La didattica a distanza sarà applicata nelle scuole secondarie superiori, come da decreto, anche in Veneto, ma con la nuova ordinanza introdotta oggi in conferenza dal presidente della Regione Luca Zaia, si lascia qualche ora in più alle scuole per organizzarsi. Il 75% degli alunni dovrà tornare a seguire le lezioni dietro allo schermo del pc, quindi, ma non a partire da subito: i nuovi provveddimenti regionali decorreranno infatti da mercoledì 28 ottobre, «perché - come specificato nel corso del punto stampa - non voglio mettere in subbuglio le scuole e le famiglie. Intendiamo dare un po' più di tempo per l'organizzazione alla dottoressa Carmela Palumbo», dirigente dell'ufficio scolastico regionale per il Veneto. Le disposizioni, salvo ulteriori comunicazioni, saranno in vigore fino al 24 novembre.

«Ai dirigenti scolastici - ha detto Zaia - diamo indicazione che le prime classi siano per lo più risparmiate. Sarà sempre garantita, invece, la didattica in presenza agli alunni con disabilità certificata. Per le scuole professionali, che contano circa 20mila studenti, i posti in presenza dovranno essere riservati ai laboratori e alle attività pratiche.

L'appello al Governo

La conferenza delle Regioni, come ribadito in conferenza, è contraria a quanto deciso con il nuovo decreto. «I locali - ha commentato il presidente -  avevano rispettato in maniera puntuale le disposizioni date. Da questi locali non risulta siano partiti focolai. Molti imprenditori rischiano di non aprire più. Fatichiamo a giustificare questi provvedimenti. Faccio appello al governo affinché li riveda per i locali».

Il governatore è tornato anche sulla questione degli ospedali, ribadendo come la pressione sia evidente nei reparti di sub-intensiva e malattie infettive, ma non ci sia alcuna emergenza sanitaria. Secondo il bollettino diramato oggi da Azienda Zero (dato riferito alle 8 della mattina) sono attualmente 776 i pazienti in cura negli ospedali veneti, dei quali 688 positivi (76 gravi) e 88 negativizzati (5 in terapia intensiva). In provincia di Venezia, nello specifico, ci sono 33 persone ricoverate a Dolo (4 gravi), 25 al SS. Giovanni e Paolo di Venezia (2 in terapia intensiva), 35 all'Angelo di Mestre (4 gravi), 1 al Fatebenefratelli, 17 a Villa Salus, 1 grave a Mirano, 20 a Jesolo e rispettivamente una terapia intensiva a San Donà e 2 Portogruaro.

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