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Falsi "d'autore" in tutta Italia: il referente della banda era a Spinea

La guardia di finanza di Fiumicino ha sgominato un'organizzazione cinese che commerciava orologi e capi di marca nel Belpaese. Punto di riferimento per il Nord era K.Y., 36enne, arrestato

Orologi e capi d'abbigliamento riprodotti in maniera talmente perfetta da trarre in inganno anche i collezionisti più accaniti. La guardia di finanza di Fiumicino, tramite l'operazione "Luna Rossa", partendo da alcune partite di merci contraddistinte da mittenti e destinatari fasulli, ha risalito passo passo la catena di un'organizzazione cinese che aveva ramificazioni commerciali in tutta Italia. Il suo referente per il Nord, arrestato, era K.Y., 36enne, residente in via Roma a Spinea. Lui e altri sei sodali, soprattutto a Roma, sono finiti in manette. Altre quattordici le persone denunciate.

K.Y. costituiva l'anello della catena più importante nel Nord Italia. Il suo compito era di gestire l'arrivo della merce dai marchi altisonanti, tra gli orologi "Rolex", "Cartier", "Tag Hauer" e "Chopard", tra le calzature "Hogan", "Nike", "Adidas", fino agli occhiali "Rayban" e "Safilo", che arrivava in molti porti europei (tra cui Amsterdam) e in quelli italiani (tra cui anche Venezia), per poi venire distribuita ai livelli intermedi dell'organizzazione e, infine, al dettagliante, che non necessariamente era di origine cinese. La merce si muoveva principalemente "su gomma".

Imponenti i numeri dell'operazione: oltre otto milioni di articoli contraffatti sequestrati, con guadagni "da capogiro" per gli arrestati. I guadagni spesso erano doppi o tripli rispetto al costo delle "partite" che arrivavano in Europa. Le indagini si sono sviluppate grazie a sofisticati sistemi di intercettazione telefonica e ambientale, ad apparecchi di localizzazione satellitare e all'analisi dei conti bancari, che hanno consentito di ricostruire ruoli e modus operandi della banda e di tracciare la mappa delle transazioni finanziarie per articoli con griffe false.

Molte, infatti, le modalità con cui i malviventi cercavano di depistare gli inquirenti. Per ogni dettagliante della loro "rete", per esempio, veniva usata una sim. Se per caso il commerciante veniva sottoposto a controlli, quest'ultima veniva distrutta, in maniera da non lasciare tracce degli oscuri traffici che erano stati messi in piedi.
 

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