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Orsoni ai giovani democratici: “Il nostro futuro, la città metropolitana”

"Per gli altri Paesi europei l'Italia resta arretrata dal punto di vista istituzionale - ha spiegato il sindaco di Venezia - In questo senso il governo Berlusconi è stato deleterio"

"La Città metropolitana è l'adattamento agli anni 2000 dell'organizzazione delle autonomie fatta nel 1860". Lo ha spiegato oggi nel suo intervento il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, chiamato a partecipare all'incontro di chiusura della Christmas School dei Giovani democratici del Veneto sulla Città metropolitana che si è svolto oggi al Palaplip di Mestre. Con Orsoni, anche il sindaco di Padova Flavio Zanonato e il sindaco di Ponte delle Alpi, Roger De Menech.

Perché dopo 20 anni la Città metropolitana tarda ancora ad arrivare? Alla giovane platea il sindaco di Venezia ha risposto polemicamente: "Quando alla Regione Veneto è stato chiesto di esprimersi su un nuovo assetto delle Provincie venete, questa ha detto chiaramente che nulla andava cambiato, che tutto doveva restare com'è, che andava bene così. Le vecchie resistenze all'ammodernamento dello Stato esistono ancora oggi. Il nostro compito preciso è dare servizi efficienti alla gente, e questo può avvenire solo se si dispone di un organismo che preside a tale funzione, come la Città metropolitana. Se non si è capaci di guidare i processi di sviluppo, se non si riesce a rispondere alla domanda di modernità che arriva dai cittadini è meglio andare tutti a casa".

“Per gli altri paesi europei l’Italia resta arretrata dal punto di vista istituzionale – ha spiegato il sindaco di Venezia-. In questo senso il governo Berlusconi è stato deleterio. Monti ha dato un contributo decisivo per il cambio di immagine all'estero. È necessario ora costruire una struttura amministrativa moderna, capace di dare un nuovo volto al nostro Paese, di attirare nuove economie. La Città metropolitana – ha continuato - è un tassello fondamentale di questo ammodernamento, che porterà vantaggi non solo ai territori di Venezia e Padova, ma a tutto il Veneto.  La nostra società ha abdicato alla politica seria, sono certo che il prossimo governo saprà capire il valore di questa riforma perché la ristrutturazione delle amministrazioni locali è uno dei temi centrali per il futuro del nostro Paese”.

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