Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Orsoni risponde a Bertolucci: "Venezia accessibile quasi all'80%"

Il sindaco del capoluogo lagunare replica alle polemiche del regista e spiega: "C'è ancora tanto da fare, ma abbiamo già lavorato molto e bene"

“Almeno il 78% della superficie della città è accessibile a tutti: mi sembra fuor d'opera dire che Venezia non è accessibile ai disabili”: il sindaco Giorgio Orsoni ha risposto così, dati e iniziative alla mano, a chi considera la città lagunare come ''invivibile'' per chi ha problemi di mobilità.

MOLTO ATTENTI - Orsoni ha detto, tra l'altro, di non condividere l'uscita del regista Bernardo Bertolucci ''che si è lasciato andare a dire cose che, evidentemente, dimostrano come abbia una conoscenza non approfondita della città''. Ha ricordato che un centro storico particolare come quello di Venezia ''si presta meno di altri ad interventi per facilitare la circolazione a chi ha dei problemi'', ma ha evidenziato la ''sensibilità non comune su questi temi'' da parte di chi gestisce Venezia: ''già avere un delegato specifico per questi temi è un segnale importante del fatto che la città non si è mai disinteressata a questi problemi, che non passano solo attraverso il rendere accessibili i ponti: punto sul quale abbiamo in corso sette nuovi progetti, dopo averne già realizzati una dozzina, ma che non è il più importante. Penso ai dodici itinerari, in partenza dagli approdi Actv, studiati appositamente per la disabilità ma anche, andando oltre l'aspetto fisico dell'accessibilità, con tutta la flotta dei 400 vaporetti Actv accessibili per convenzione, il 30% di motoscafi ultima versione con postazione per carrozzina o i corsi appositi di formazione del personale Actv per il trasporto disabili. E le piattaforme d'accesso degli ultimi taxi acquei, così come l'imposizione di mezzi dotati di elevatore per le nuove licenze''.

ANCORA AL LAVORO - Ricordando i ''tre milioni previsti dal bilancio comunale, con contributo regionale, per il trasporto disabili e il milione e mezzo l'anno per interventi tesi ad eliminare le barriere architettoniche'', il sindaco ha concluso: ''è chiaro che vorremmo fare di più, ma pensiamo di aver fatto abbastanza, come opere per l'eliminazione materiale delle barriere e come interventi non opere, e di non meritare quindi l'etichetta di non accessibile. La città, al contrario, può dire di non essere sorda o di trascurare queste problematiche, guardando anzi con serenità e orgoglio a quel che si fa in questo settore''. ''Un conto - ha detto l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni - è parlare di una città accessibile, altro è dire che ogni ponte può essere percorso come infrastruttura: cosa che non capiterà mai in una città storica. Ci riteniamo quindi, avendo presenti queste tematiche anche per la terraferma, una città assolutamente all'avanguardia''; da qui lo stupore per polemiche da parte di persone ''che conoscono la città anche per quel che abbiamo fatto insieme a loro''.

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