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L'Angelo "si fa in quattro": lavoro di squadra tra più équipe per debellare il tumore

L'intervento, effettuato a fine febbraio, ha interessaro i reparti di Oncologia, Radiologia, Chirurgia Toracica e Neurochirurgia. Decorso post-operatorio senza complicazioni

Quattro équipe al lavoro sullo stesso tumore, e alla fine la sfida è vinta. È stata la particolare localizzazione della neoplasia a rendere complicato l’intervento compiuto alla fine di febbraio all’Ospedale dell’Angelo: il tumore, infatti, si era sviluppato nella schiena del paziente, interessando i tessuti ma anche le delicate ossa della colonna vertebrale. Sono scesi quindi in campo insieme, in un lavoro di squadra, gli oncologi, i radiologi interventisti, i chirurgi toracici e i neurochirurghi.

"Abbiamo operato su un paziente di poco meno di sessant’anni - spiega il primario di Chirurgia toracica, Cristiano Breda - dopo il riscontro, qualche mese fa, di un tumore di 6 centimetri nella parete toracica, in sede paravertebrale sinistra, con sintomi caratterizzati da dolori toracici localizzati. Il lavoro preparatorio è stato complesso, così com’è stato complesso l’intervento in sé: e lo si è potuto svolgere all’Angelo solo grazie alla presenza contemporanea di alcune alte specialità, disponibili ed addestrate a lavorare in sinergia".

È stata necessaria innanzitutto una valutazione multidisciplinare con l’équipe di Oncologia, a cui hanno fatto seguito una serie di esami radiologici di approfondimento, che hanno confermato l’unicità della lesione. "Ma poi -  continua il Breda - a causa della posizione della lesione neoplastica, è stato necessario adottare una strategia di carattere multidisciplinare specialistico per asportarla radicalmente. E hanno quindi lavorato insieme il radiologo interventista, il chirurgo toracico e il neurochirurgo. Il radiologo interventista ha eseguito, prima dell'intervento chirurgico, un'angiografia selettiva della zona da approcciare chirurgicamente, in primo luogo per verificare la precisa vascolarizzazione del midollo spinale, così da non lederla durante l'intervento chirurgico successivo; e in secondo luogo per cercare di embolizzare invece le arterie intercostali che portavano sangue al tumore".

Infine, l'intervento chirurgico vero e proprio, ha coinvolto le due équipe specialistiche di Chirurgia toracica, guidata dal dottor Cristiano Breda, e di Neurochirurgia, coordinata dal dottor Franco Guida: "Il ruolo del chirurgo toracico - ha continuato Breda - è stato quello di asportare la parte di parete toracica interessata dalla neoplasia, e in particolare il tratto posteriore della V costa e muscoli intercostali IV e V. Il neurochirurgo è invece intervenuto per asportare parte della V vertebra, nel dettaglio il processo trasverso e parte del corpo vertebrale, così da rimuovere radicalmente il tumore". Il decorso intra e postoperatorio si è svolto senza complicazioni, e il paziente è stato dimesso dopo pochi giorni.

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