Attese al freddo, afflusso aumentato di pazienti a Dolo. La preoccupazione del sindacato

La lettera della Funzione Pubblica Cgil: «Il nuovo pronto soccorso atteso da oltre 10 anni forse non verrà consegnato in tempo per fronteggiare la crescita dei pazienti dell'inverno»

Ospedale di Dolo, archivio

L'ospedale di Dolo finisce di nuovo nel mirino della Funzione Pubblica Cgil. Le strutture, per il sindacato, si rivelano: «insufficienti con la ripresa scolastica e delle attività produttive, l'ondata delle patologie respiratorie e quelle traumatiche legate agli infortuni sul lavoro e agli incidenti stradali, oltre alle patologie croniche». A questo si somma la variabile Covid. «L'afflusso al pronto soccorso di Dolo - scrive Fp Cgil - ha raggiunto livelli paragonabili al pre-covid, con l'allungamento dei tempi di visita dei pazienti per le procedure di sanificazione degli ambulatori».

In fatto di ricoveri, scrive la sigla, «scarseggiano i posti letto e spesso si devono attendere gli esiti del tampone, eseguiti solo a Mestre, con tempi che arrivano anche a 24 ore». Quanto all'attesa, per il sindacato «la Regione aveva deliberato a giugno la dotazione per i pronto soccorso di unità mobili riscaldate da adibire a spazio di attesa e visita per i pazienti sospetti da posizionare all'esterno. Non ci è dato sapere quando arriveranno. In sede sindacale la problematica è stata più volte segnalata  e abbiamo formalizzato queste richieste all’azienda una settimana fa, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta. Il nuovo pronto soccorso che Dolo attende da più di 10 anni verrà forse consegnato a fine gennaio e quindi non in tempo utile per fronteggiare l'afflusso dei pazienti dell'inverno».

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