Ospedale San Camillo al Villa Salus, l'incontro di oggi ha chiuso l'accordo

Le trattative hanno portato al passaggio della fondazione dei Camilliani alle suore Mantellate

Ospedale San Camillo da sito web

Nasce il nuovo San Camillo. Si sono concluse oggi, mercoledì 7 agosto, le operazioni utili alla cessione dell’ospedale Irccs San Camillo degli Alberoni al Lido, che passa dalla fondazione Opera San Camillo alla congregazione delle Mantellate Serve di Maria di Villa Salus. Con la delibera 1137 dello scorso 30 luglio la giunta regionale ha infatti approvato la variazione di titolarità, atto che segna il via libera al passaggio di proprietà delle strutture. Seguirà la pubblicazione del provvedimento nel bollettino ufficiale regionale. La conferma ufficiale ancora non è arrivata dal San Camillo. «Non posso che esprimere soddisfazione per la conclusione di questa lunga e complessa trattativa – dichiara Donato Menichella, segretario nazionale dell’Anmirs (Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri)  – che sarà foriera, come anticipato e garantito dalla nuova proprietà, del mantenimento non solo dei posti di lavoro, ma anche del contratto di lavoro e dell’equiparazione dei titoli e dei servizi dei medici». La struttura dell'istituto al Lido dovrebbe poi essere ceduta al fondo Silver Fir, e la casa di cura passare al Codess, cooperativa sociale di Padova.

Gli impegni

«La nuova proprietà intende mettere in campo tutte le azioni necessarie per assicurare il mantenimento di tale altissima soglia - si legge nella comunicazione diffusa da Anmirs - e implementare ancora di più l’impegno di tutti gli attori coinvolti e la sinergia con lo stesso servizio sanitario regionale. Un impegno concreto che risponde alle preoccupazioni in merito alla salvaguardia dell’eccellenza e al potenziamento di tale attività sul territorio, da sempre punta di diamente in fatto di ricerca e trattamento clinico sanitario».

Etica e moralità

«Ci rassicura che la nuova proprietà resti in capo a una gestione di tipo religioso – spiega la dottoressa Maria Rosaria Stabile, responsabile dell’Unità semplice Sclerosi Multipla del San Camillo – poichè garantisce nello svolgimento del nostro lavoro una importante continuità da un punto di vista tanto generale quanto clinico specifico. Occupandoci infatti di delicate patologie neurologiche, avendo spesso a che fare con casi molto gravi di pazienti anche in stato vegetativo, lavoriamo ogni giorno mettendo in atto un grande impegno sul piano etico e morale».

La società

Quella di oggi, mercoledì 7 agosto, sarebbe stata la giornata decisiva per l'accordo fra ospedale San Camillo Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) e congregazione delle suore Mantellate, attuale proprietà di Villa Salus di Mestre. Le trattative hanno portato alla costituzione di una società a responsabilità limitata, San Camillo Srl, attraverso la quale trasferire la gestione della fondazione dei padri camilliani a Villa Salus. 

La società e i valori

La creazione della società fa confluire gli asset strategici dell'ospedale San Camillo per il passaggio di consegne tra gli ordini religiosi. Una trattativa non semplice che a tratti è sembrata giungere alla conclusione, anche con l'intermediazione delle istituzioni locali, il Comune e la Regione soprattutto. Ma che per mesi è rimasta sotto traccia. E che nell'ultimo periodo ha fatto infuriare i sindacati Cgil e Cisl, preoccupati per il cambio di pelle del San Camillo, da fondazione a società, e per il futuro dei ricercatori e professionisti che operano nella struttura riconosciuta in ambito internazionale.

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Informazione e garanzie

«Villa Salus, fondazione San Camillo e fondazione Opera hanno cancellato l'incontro in Prefettura - denunciano Cgil e Cisl -. Il mancato confronto rafforza dubbi e perplessità circa la continuità, ovvero il mantenimento degli standard qualitativi dei servizi e della ricerca. Proveniamo da due anni di discussioni - ricordano i sindacati - da impegni disattesi, che hanno prodotto un esodo significativo di professionalità altamente specializzate, quindi operatori, fisioterapisti, medici e ricercatori, determinando disagi e difficoltà. Il San Camillo è nel panorama nazionale, e non solo, un unicum. I pazienti hanno a disposizione palestre ampie e luminose, locali riservati agli esiti di coma e ai pazienti con problematiche cognitivo-comportamentali, uno straordinario giardino terapeutico, gli spazi per lo sport- terapia (tennis, bocce, tiro con l’arco, tennis tavolo, vela)». Oggi dunque si sarebbe conclusa la trattativa.

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