San Camillo al Villa Salus: «Giovani ricercatori tornati dall'estero per lavorare qui»

Venerdì la presentazione ufficiale della difficile operazione di unificazione che permette il recupero, in una unica Srl, di un patrimonio di apparecchiature sanitarie, professionisti e ricerca

Presentazione dell'operazione

Il timbro dell'ufficialità è arrivato venerdì: il San Camillo Irccs Srl è la nuova struttura sanitaria nata dall'acquisizione del ramo d’azienda Irccs, prima di proprietà della Fondazione ospedale San Camillo, della congregazione delle suore Mantellate Serve di Maria: quelle dell'ospedale Villa Salus di Mestre. Una cessione già completata il 7 agosto scorso, nel più stretto riserbo. Una notizia inizialmente data solo, in via ufficiosa, dagli organi di informazione. Un'operazione complessa, con trattative durate quasi due anni, ha spiegato l'amministratore delegato della nuova società, direttore vicario di Villa Salus, Mario Bassano, con presidente suor Giuseppina, sempre dell'ospedale mestrino.

La complessa operazione

«La pianta organica dell’Irccs è rimasta invariata, garantendo una continuità giuridica e organizzativa». La struttura sanitaria del Lido, con 109 posti letto, è diventata Irccs nel 2005, operando nell'ambito della neuroriabilitazione motoria, della comunicazione, e del comportamento, con 50 ricercatori circa. Un team di persone molto giovani, dai 25 ai 35-40 anni. Il 31 maggio scorso la Fondazione ospedale San Camillo dei frati Camilliani, che hanno ricevuto in locazione, dalla Fondazione Opera San Camillo, il complesso formato da immobile Irccs e ramo aziendale Irccs, costituisce la Newco San Camillo Irccs Srl, nella quale confluiscono tutti gli asset. La società è completamente controllata dalla Fondazione Opera San Camillo stessa, nella quale, poi, viene fatto conferire il ramo di azienda Irccs. Viene chiuso il contratto di affitto che i camilliani avevano con la Fondazione Opera San Camillo, mentre quest'ultima, che ha a disposizione il ramo Irccs, ne trasferisce interamente le quote alle suore Mantellate di Villa Salus, per circa un milione e 800, ma non quantificabile con precisione perché sono stati assunti anche i debiti coi fornitori dei camilliani, per un importo di circa tre milioni e mezzo.

Il fondo

Un altro ramo, fra tutti gli asset, quello relativo alla casa di riposo Stella Maris, viene tutto ceduto alla società cooperativa padovana Codess. L'immobile del San Camillo al Lido, invece, viene venduto al Fondo americano Silver Fir, per 26 milioni di euro, il quale subentra alla Fondazione Opera San Camillo, e dà la struttura in affitto alla congregazione delle suore Mantellate, per 30 anni, al costo di circa un milione di euro all'anno. «Silver Fir non è un fondo a carattere speculativo - spiega Bassano - acquista strutture tipicamente a uso sociale, non per la vendita ma per la locazione. Questa esperienza è la prima in Italia, approvata dalla commissione della Santa sede, organo di diritto canonico creato ad hoc per la vendita di beni immobili della Chiesa, dal ministero della Salute e dalla Regione», la cui giunta ha approvato una delibera: la 1137 del 30 luglio 2019 per la variazione di titolarità. «Con questa operazione il mondo religioso può continuare l'attività tramite terzi soggetti, come in questo caso fondi immobiliari privati, per andare avanti nell'opera di assistenza, che altrimenti verrebbe interrotta». La società a responsabilità limitata resta una struttura privata, con finanziamenti pubblici, che segue la normativa degli enti pubblici (con bandi e gare) perchè è equiparata al pubblico.

La ricerca

Il San Camillo srl ha un consiglio di amministrazione di 5 componenti: l'amministratore delegato Mario Bassano e 4 suore. C'è un direttore sanitario, il dottor Marco Caputo, un direttore amministrativo, che sarà nominato il primo novembre dopo la scadenza dell'incarico del dottor Luigi Casagrande, e un direttore scientifico, il professor Dante Mantini, docente conosciuto e apprezzato alla Katholieke Universiteit Leuven, (Ku Leuven), l'università di lingua olandese nelle Fiandre, in Belgio, dove insegna. Un punto di riferimento per i giovani ricercatori italiani, impegnati nell'università belga, che vogliono cogliere l'opportunità di tornare in Italia, e in particolare al San Camillo del Lido, per compiere i loro studi direttamente a contatto con i pazienti della struttura, nonché centro di ricerca riconosciuto a livello internazionale. «Stiamo lavorando per riportare in Italia i ricercatori dall'estero», conferma Bassano. E così ha fatto, ad esempio, Marco Marino, ricercatore 30enne di Forlì, che si trova al Lido con un progetto belga, per studiare le reazioni dei pazienti colpiti da ictus. Anche Rachele Pezzetta, 29enne ricercatrice friulana di origine, dopo un'esperienza nei Paesi Bassi, oggi è al San Camillo dove si occupa del rapporto tra il cervello e il movimento. «Viaggiare settimanalmente tra Italia, Belgio e anche altrove, a volte è molto impegnativo - dice il professor Mantini -. Da un anno ho l'incarico al San Camillo ma sono aperto a soluzioni diverse, tipo tornare stabilmente in Italia. Sarebbe questo l'obiettivo ed è per questo che ho accettato di essere direttore scientifico», un incarico, secondo fonti interne, da 100 mila euro all'anno. Il 25 ottobre è la data d'inaugurazione ufficiale dell'Irccs San Camillo del Lido: dalle 11 alle 14.30 verranno fatti visitare il secondo e terzo piano, interamente dedicati alla ricerca.

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