Ulss 10, i medici primari veneziani sostengono l'ospedale unico

I direttori di dipartimento non hanno dubbi sulla necessità di realizzare una struttura che unisca le attività attualmente distribuite tra i presidi di San Donà di Piave e Portogruaro

L'ospedale di San Donà, sede dell'Ulss 10

“Produrrà un concreto risparmio economico da investire in nuove attrezzature, genererà un’alta specializzazione e più personale da dedicare alle attività specialistiche e ai servizi nel territorio”. I direttori di dipartimento dell’Ulss10 non hanno dubbi sulla necessità di realizzare un ospedale che unisca le attività attualmente distribuite tra i presidi di San Donà di Piave e Portogruaro.

"Nella concezione moderna dell'ospedale è impensabile continuare a dividere aree specialistiche – spiega il dottor Sebastiano d’Anna, primario di neurologia e direttore del dipartimento di medicina specialistica -. E’ invece necessario accorpare le varie unità in un solo complesso ospedaliero per migliorare gli scambi professionali, per crescere culturalmente, per evitare doppioni, per razionalizzare la spesa sanitaria erogando prestazioni specialistiche di alto livello. Con la nuova organizzazione dell'area cardiologica, ad esempio, abbiamo ottimizzato risorse umane e attrezzature, forniamo prestazioni specialistiche altamente qualificate e abbiamo risparmiato circa due milioni di euro in un anno".

"Lo stesso Ministero della Salute, in collaborazione con l’Agenzia Agenas – aggiunge il direttore del dipartimento chirurgico, Francesco Fidanza - ha dimostrato che l’accentramento degli interventi chirurgici aumenta la sicurezza del paziente. Il chirurgo che svolge un elevato numero di interventi incrementa la propria qualità di lavoro e si perfeziona a vantaggio del paziente. L’accentramento delle attività in una sede unica, moderna e confortevole, diminuisce inoltre i costi d’esercizio e quanto risparmiato può essere investito per l’acquisto di nuove attrezzature!".

Sulla stessa linea il direttore del dipartimento di medicina generale: "Se le medicine presenti nelle tre sedi ospedaliere fossero concentrate in unico e moderno ospedale, si recupererebbero i medici di guardia notturna – osserva il dottor Giovanni Mazzanti -. Di conseguenza avremmo a disposizione un consistente quantitativo di ore, quindi di personale, da impiegare in attività ambulatoriali specialistiche, arricchendo così l’offerta di sanità per l’intera area. Guardando oltreconfine, tra qualche anno Pordenone avrà la “Cittadella della salute” che sarà un polo attrattivo, soprattutto se nel frattempo non avremmo provveduto a creare un nuovo e moderno polo ospedaliero che non potrà certo essere l’ospedale di Portogruaro sottoposto a una “cura ricostituente” ".

Si allinea anche dipartimento di urgenza-emergenza: "Concordo con i colleghi nel ribadire che l'ospedale unico contribuirebbe a diminuire i costi di gestione e a migliorare la qualità organizzativa e professionale – dichiara il dottor Dino Vido - . Penso che con un'unica struttura baricentrica tra Portogruaro e San Donà dovremmo porre la massima attenzione alle zone di confine e in particolare con il Friuli, per contrastare le fughe di pazienti implementando le attività distrettuali e la specialistica ambulatoriale. Per quanto riguarda l'urgenza-emergenza l'accentramento porterebbe indubbi vantaggi operativi se collegato ad un potenziamento della rete Suem per intervenire tempestivamente su tutto il territorio aziendale, potenziamento peraltro già previsto nelle attuali schede regionali". "Premesso che sarà cruciale mantenere un degenza riabilitativa intensiva all'interno dell'ospedale per acuti e che Jesolo avrà la propria vocazione riabilitativa – dice il direttore del dipartimento di medicina post-acuzie, dottor Alessandro Boccignone - l’ospedale unico migliorerà l’economia d’esercizio generando consistenti risorse da impiegare nelle varie attività, con conseguenti benefici per tutta l’utenza".

Benefici anche al dipartimento materno infantile: "Concentrando le forze in un’unica sede si qualificherebbe il lavoro di questo dipartimento- commenta il dottor Pier Giuseppe Flora - . Potremo gestire le attività del pronto soccorso pediatrico in modo più celere, evitando le lunghe attese. Si recupererebbe personale, lo si specializzerebbe e verrebbe dedicato alle attività ambulatoriali e di ricovero specialistiche, sia di pediatria che di ginecologia. Inoltre si qualificherebbe ulteriormente la patologia neonatale e si manterrebbero i pazienti chirurgici in ambito pediatrico". Si unisce al coro anche il direttore del dipartimento dei servizi di diagnosi e cura: "Assolutamente favorevole- spiega la dottoressa Roberta Polverosi - perché con un’unica radiologia avremo a disposizione più medici e più tecnici un’unica sede, disponibili 24 ore su 24, con attrezzature  al top di gamma. I pazienti usufruirebbero della comodità di svolgere tutti gli esami in una sola sede senza spostarsi da un ospedale all’altro e per lo stesso motivo si ridurrebbero i tempi di attesa, lo stesso principio vale anche per il laboratorio".

"Su questo tema c’è oggi molta letteratura - puntualizza Mauro Filippi, dirigente delle professioni sanitarie -  che conferma come, nel passaggio da una struttura articolata su più sedi ad una unica struttura, si usufruisca di un notevole abbattimento dei costi di gestione (fino anche al 30%) con recupero di  risorse umane, tecnologiche e strumentali, anche grazie ad un utilizzo più efficiente delle stesse. Basti pensare ai servizi di diagnosi e cura (radiologia, laboratori, sale operatorie) o alle terapie intensive,  dotati di tecnologie molto costose che, all'interno di una struttura unica,  possono essere  impiegati in maniera continuativa con una maggior efficacia e più elevati livelli di produttività".

"La tipologia, gli impianti e le modalità di lavoro in ospedale sono molto cambiate rispetto agli anni in cui sono stati realizzati i presidi di San Donà e Portogruaro – conclude il direttore del dipartimento area tecnica e logistica, ingegner Peter Casagrande - . Una nuova sede ospedaliera, costruita su misura alle attività erogate, incrementerebbe la produttività e la qualità di lavoro del personale. Ci sarebbero indubbi i benefici per gli utenti che usufruirebbero di maggiore sicurezza e di una migliore accessibilità ai servizi".

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